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Notizie

La Costituzione raccontata ai bambini

 

Quanti son gli articoli della Costituzione italiana? Quali sono i diritti e i doveri dei cittadini?

Sono sicura che se improvvisassi un sondaggio, fermando le persone in strada con queste domande, in pochi, forse nessuno saprebbe rispondermi. Alcuni giorni fa, grazie a un post di Google + (dunque i social network servono a qualcosa), scopro che nel 2006 è stato pubblicato un libro per spiegare ai bambini i principi fondamentali della nostra Repubblica. Anna Sarfatti si serve della sua esperienza di autrice per l’infanzia per svolgere un compito arduo, e lo semplifica magistralmente: per ogni articolo una filastrocca intona tutti i 139 articoli della Costituzione con allegria e brio, senza dimenticare l’importanza e la serietà della sua impresa:

SarfattiLa Costituzione riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro (art. 4)
Ogni persona, ogni uomo, ogni donna
quando lavora si sente colonna
di questa grande casa-stivale
tetto sui monti, porte sul mare.
Ogni lavoro è ugualmente importante
serve il postino, il fabbro, il cantante
serve chi assiste nonni e piccini
servono medici e contadini.
Servono braccia, menti, passione
serve l'impegno di tante persone
siano immigrati, siano italiani
siano buddisti, laici o cristiani.
Eppure c'è chi lavoro non trova
c'è chi lo perde, chi è solo in prova
chi non resiste perché troppo spremuto
e in questi casi ha diritto a un aiuto.”

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Piano di recupero romanità

“..E se resti così farai furore:
- je disse un Merlo - forse te diranno
che sei l'ucello d'un conservatore,
ma nun te crede che te faccia danno:
la mezza tinta adesso va de moda
puro fra l'animali senza coda..”

                                                                                                                (Trilussa)

 

L’arte romanesca, che si tratti di cinema o canzone, un tempo viveva tra glorie e riconoscimenti un periodo di massimo splendore. Il genio capitolino esprimeva talento creativo tramite bocca di interpreti di pellicola e stornelli. Una ridente e colorita pescivendola coinvolgeva il pubblico così come un ricco marchese, senza bisogno di ostentare una bellicosa questione sulla lingua, nemmeno fossimo nel Cinquecento. Oggi l’interpretazione cede il passo a una sempre più sanguinaria esecuzione, in cui il dialetto sfoggiato con voce più alta risulta senza alcun dubbio il più divertente.

Nelle canzoni e su pellicola, o per meglio dire in digitale, le manifestazioni artistiche idiomatiche si riducono a una grottesca rappresentazione vocale del vernacolo, le locuzioni più eccentriche vincono un’ottusa risata.


magnaniSe la romanità artistica potesse concretizzarsi in un nucleo familiare esemplare, al fine di rieducare l’adunanza e riportarla al vecchio ordinamento,  Anna Magnani sarebbe senza dubbio l’origine, la fonte: Mamma Roma. Un’accezione all’attrice già attribuita in quanto protagonista dell’omonimo film di Pier Paolo Pasolini. Nella nostra metafora però la Magnani si spoglia dei panni drammatici di una prostituta che vuole cambiar vita per il figlio, e diventa educatrice di una generazione. Una genitrice premurosa, che con dedizione si occupa di insegnare, alla prole che lo ha dimenticato, cos’è il cinema romano nella sua essenza e nei suoi valori. L’emozione, la presenza scenica ma anche la spontaneità del premio Oscar Anna, la erigono a maestra di onestà artistica e sensoriale.

Indecisa su chi far ricadere la scelta inerente al ruolo paterno, mi convinco che la fusione tra due personaggi sia il risultato perfetto per erudire il pargolo incolto con rigore intellettuale sordi(Nino Manfredi) e intelligente e innato senso dell’humor (Alberto Sordi). Nasce così Sor Fredi, armonica figura che della mescolanza Nino/Alberto prende il meglio di ognuno. L’autoritario capofamiglia, riconosciuta a fatica la paternità, ha l’obbligo morale di insegnare ai discendenti, davanti a un ciclopico piatto di spaghetti, che “i ribelli morono sempre a vent’anni: pure quando nun morono”.

Per completare l’opera, una zia d’eccezione impartisce lezioni teoriche e pratiche sulla canzone popolare romana. Al fine di dimostrare che lo stornello potrebbe non essere produzione artistica morta, Gabriella Ferri ricorda ai nipoti che er core de Roma nostra può essere raccontato in testi senza rime forzate e turpiloquio abusato.

Il piano di recupero è al completo ma se de cinema romano ce rimane solo l’astio co’ Milano, porta aperta pè chi porta, chi nun porta parta pure.

                                                                             

 

L'incredibile ascesa dell'economia cinese

Nel giro di un cinquantennio la Cina si è trasformata da paese a vocazione agricola a potenza mondiale, fatto questo, che ha fatto parlare di miracolo cinese. Eppure, di miracoloso c'è ben poco. I motivi dello sviluppo cinese sono da rinvenirsi nelle sue caratteristiche socio-demografiche, naturali e nella politica economica dello Stato.

cina1I mercati dei beni di consumo sono invasi dal Made in China: abiti, oggettistica, complementi d'arredo, perfino cosmetici. Se Made in Italy fa venire in mente concetti quali alta qualità, raffinatezza, cura dei dettagli, tutto ciò non è vero per il Made in China. Questo deve il suo grande successo, ancora prima che alla qualità e al design, al prezzo molto basso (a volte si arriva a una differenza del 50% rispetto agli omologhi italiani o europei). Sfruttando la grande disponibilità di materie prime e di manodopera a basso costo, la Cina è riuscita a imporsi come grande produttrice di beni di consumo e durevoli a basso costo, rivaleggiando con Paesi di antica industrializzazione, come l'Italia, la Germania e gli Stati Uniti.

Non solo la Cina, ma tutta l'Asia orientale è divenuta l'area più dinamica del pianeta. Nel giro di un cinquantennio, i paesi in via di sviluppo dell'estremo Oriente hanno raddoppiato la propria incidenza sul PIL mondiale. Tra questi paesi spicca appunto la Cina, che da paese a forte tendenza agricola si è trasformato in un colosso industriale. Il suo straordinario sviluppo- con un tasso di crescita annuo, da oltre 30 anni, del 9% annuo- ha fatto gridare gli economisti al miracolo. Infatti, nella storia economica, non era mai successo che una nazione tanto grande mantenesse tassi elevati di crescita per un periodo di tempo così prolungato.

La Cina, oggi, è divenuta la quarta economia mondiale, dopo gli Usa, il Giappone e la Germania. Eppure, di miracoloso c'è ben poco. Se la Cina oggi ricopre il ruolo di potenza economica che tutti le riconoscono- non a torto- questo non è avvenuto da un giorno all'altro né in maniera inspiegabile. I fattori principali a cui si deve il suo straordinario sviluppo economico sono due: la manodopera e l'abbondanza di materie prime. La Cina è un paese molto esteso il cui sottosuolo è ricco di materie prime di tutti i tipi compresi il petrolio, il carbone e il gas naturale che le garantiscono gli approvvigionamenti energetici anche se, in questo momento, essa non disdegna di rifornirsi anche sul mercato internazionale.

Ancora più importante è la sovrabbondanza di braccia che lavorano nelle fabbriche in condizioni di sfruttamento disumane con orari di lavoro massacranti e con salari estremamente più bassi di quelli dei paesi capitalisticamente più avanzati. Ciò significa una capacità delle imprese di disporre di grandi quantità di plusvalore da reinvestire ad ogni ciclo produttivo. La globalizzazione ha portato il resto de mondo ad approfittare del basso costo del lavoro offerto dalla nazione: numerose multinazionali- ma, recentemente, anche medie imprese- hanno delocalizzato proprio in Cina la propria produzione industriale.

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Una pelle perfetta per una primavera perfetta

scrubPer fortuna la bella stagione è arrivata! Le giornate si sono allungate, il tepore primaverile ci avvolge. Cominciamo a “spogliarci”, via i cappotti e maglioni che ingolfano… finalmente respiriamo aria fresca e brezza di aprile. In tutto questo non dobbiamo assolutamente dimenticare il benessere della nostra pelle! Stressata dai cambi climatici e di stagione è necessario prendersene cura.

…e cosa c’è di più importante che il viso? Scopriamo in pochi semplici mosse come avere una pelle non dico perfetta, ma quasi! La pulizia quotidiana è importantissima per poter apparire morbida, luminosa e depurata.

La mattina: al risveglio massaggiare il viso con un detergente adatto al proprio tipo di pelle, risciacquare con acqua tiepida e, successivamente, applicare il tonico e una crema idratante. Io, per esempio, al posto del tonico preferisco la classica acqua di rose!

La sera: è veramente importante porre attenzione alla pelle del nostro viso! Dopo tutta la pulizia visogiornata l’abbiamo stressata, è venuta a contatto con impurità e, non ultimo, abbiamo portato il trucco per almeno 8 ore!

Primo step: struccarsi aiutandosi con appositi prodotti, sciacquare delicatamente il viso con acqua tiepida e tamponare con un asciugamano morbido.

Secondo step: applicare il tonico.

Terzo step: fare uno scrub o con i prodotti che normalmente si trovano in commercio oppure con quelli naturali fai da te (mescolare miele, sale oppure zucchero e limone).

Quarto step: da non dimenticare mai! Applicare una crema nutriente per mantenere la pelle idratata e morbida.

 Non possono mancare nella detersione quotidiana tre prodotti: latte detergente, tonico o acqua di rose e crema idratante e, perché no, se avete più tempo, è ottima la maschera all’argilla che potete tranquillamente trovare anche nei supermercati!

Tragedia greca ed influssi moderni

Se analizziamo le condizioni originali in cui la tragedia greca veniva messa in scena, e in particolare il gioco tra l’artificio teatrale e l’ambiente naturale all’aperto in cui il teatro greco era collocato, come potremmo studiare il teatro greco, oggi, in modo tale da dischiudere il suo potenziale radicale? La tragedia greca pone i suoi protagonisti in situazioni letteralmente terrificanti, delle quali questi hanno piu’ o meno responsabilita’, dove molto e’ in gioco, e poi chiede loro di agire. La parola greca per questa difficile situazione, krisis, non sta ad indicare distruzione o caos, come accade invece con il nostro termine "crisi", ma implica piuttosto una scelta o una decisione. Premesso questo, gli individui di una comunita’ che si trovino ad affrontare una situazione critica, sono soggetti a numerose influenze, tra le quali i modelli precedenti di comportamento appropriato. Potremmo chiamare la matrice di queste influenze "ideologia": l’intreccio di quei presupposti che i membri di una societa’ posseggono, o ci si aspetta che posseggano, a cui sono educati o indottrinati, e per i quali ricevono riconoscimento. In circostanze normali, l’ideologia passa inosservata e non viene messa in discussione, a condizione che abbia una base di idee, valori e azione. Nei momenti di crisi dunque, la gente tende ad attingere a questi modelli di pensiero e azione, convalidando l’ideologia che ha plasmato la loro reazione. Tuttavia, quando gli eventi diventino sufficientemente gravi o traumatici (come sono generalmente quelli della tragedia greca) la gente puo’ anche arrivare a mettere in discussione questi modelli, e spezzare i soliti circuiti obbligati di comprensione e reazione. In tal modo, circostanze estreme aprono nuovi orizzonti di pensiero e azione, e generano nuove crisi (scelte) che hanno in se’ la possibilita’ di trasformare e anche indebolire i regimi dell’ideologia.

teatro greco

 

Analizziamo questa possibilita’ ricostruendo la reazione degli Stati Uniti agli attacchi terroristici al World Trade Center e al Pentagono del Settembre 2001. Gli americani mostrarono una gamma di reazioni che vanno dallo sconforto alla rabbia, dallo shock al dolore, dal patriottismo al razzismo, dal coraggio alla paura…Gli eventi dell’11 Settembre momentaneamente forzarono gli Stati Uniti a mettersi a confronto con la violenza dalla prospettiva delle vittime del terrore. 

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