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L'incredibile ascesa dell'economia cinese

Nel giro di un cinquantennio la Cina si è trasformata da paese a vocazione agricola a potenza mondiale, fatto questo, che ha fatto parlare di miracolo cinese. Eppure, di miracoloso c'è ben poco. I motivi dello sviluppo cinese sono da rinvenirsi nelle sue caratteristiche socio-demografiche, naturali e nella politica economica dello Stato.

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I mercati dei beni di consumo sono invasi dal Made in China: abiti, oggettistica, complementi d'arredo, perfino cosmetici. Se Made in Italy fa venire in mente concetti quali alta qualità, raffinatezza, cura dei dettagli, tutto ciò non è vero per il Made in China. Questo deve il suo grande successo, ancora prima che alla qualità e al design, al prezzo molto basso (a volte si arriva a una differenza del 50% rispetto agli omologhi italiani o europei). Sfruttando la grande disponibilità di materie prime e di manodopera a basso costo, la Cina è riuscita a imporsi come grande produttrice di beni di consumo e durevoli a basso costo, rivaleggiando con Paesi di antica industrializzazione, come l'Italia, la Germania e gli Stati Uniti.

Non solo la Cina, ma tutta l'Asia orientale è divenuta l'area più dinamica del pianeta. Nel giro di un cinquantennio, i paesi in via di sviluppo dell'estremo Oriente hanno raddoppiato la propria incidenza sul PIL mondiale. Tra questi paesi spicca appunto la Cina, che da paese a forte tendenza agricola si è trasformato in un colosso industriale. Il suo straordinario sviluppo- con un tasso di crescita annuo, da oltre 30 anni, del 9% annuo- ha fatto gridare gli economisti al miracolo. Infatti, nella storia economica, non era mai successo che una nazione tanto grande mantenesse tassi elevati di crescita per un periodo di tempo così prolungato.

La Cina, oggi, è divenuta la quarta economia mondiale, dopo gli Usa, il Giappone e la Germania. Eppure, di miracoloso c'è ben poco. Se la Cina oggi ricopre il ruolo di potenza economica che tutti le riconoscono- non a torto- questo non è avvenuto da un giorno all'altro né in maniera inspiegabile. I fattori principali a cui si deve il suo straordinario sviluppo economico sono due: la manodopera e l'abbondanza di materie prime. La Cina è un paese molto esteso il cui sottosuolo è ricco di materie prime di tutti i tipi compresi il petrolio, il carbone e il gas naturale che le garantiscono gli approvvigionamenti energetici anche se, in questo momento, essa non disdegna di rifornirsi anche sul mercato internazionale.

Ancora più importante è la sovrabbondanza di braccia che lavorano nelle fabbriche in condizioni di sfruttamento disumane con orari di lavoro massacranti e con salari estremamente più bassi di quelli dei paesi capitalisticamente più avanzati. Ciò significa una capacità delle imprese di disporre di grandi quantità di plusvalore da reinvestire ad ogni ciclo produttivo. La globalizzazione ha portato il resto de mondo ad approfittare del basso costo del lavoro offerto dalla nazione: numerose multinazionali- ma, recentemente, anche medie imprese- hanno delocalizzato proprio in Cina la propria produzione industriale.

cina2Senza dubbio, un peso rilevante nello sviluppo del Paese è stato svolto dalle politiche economiche adottate dal Governo cinese nell'ambito della cosiddetta economia di mercato socialista.I cambiamenti sono iniziati dopo la morte di Mao Zedong, a cui ha fatto seguito Deng Xiao Ping. Questi ha impresso una svolta inaspettata all'economia cinese, tradizionalmente chiusa agli scambi esterni e prevalentemente autosufficiente, stabilendo una graduale fase di modernizzazione dell'economia cinese. Nel 1978 iniziano le cosiddette quattro modernizzazioni: agricoltura, industria, difesa e scienza. Nel 1992 si inizia a parlare per la prima volta di socialismo libero di mercato. Ciò a significare che, pur adottando il Paese i modelli di sviluppo economico delle economie occidentali, lo stato continua ad avere un forte controllo sull'economia, per cui non si può parlare in senso stretto di economia capitalistica. Lo Stato possiede una quota rilevante delle imprese cosiddette private, delle cooperative e delle migliaia di imprese non industriali. Un altro motivo del boom cinese é costituito dagli investimenti finanziari stranieri. La politica della porta aperta ha determinato in circa vent'anni un afflusso enorme di capitale, corrispondente a circa un terzo degli investimenti esteri di tutto il mondo (circa 40 miliardi di dollari annui in media), i due terzi dei quali di provenienza asiatica. Sono cifre enormi di cui nessun paese al mondo ha goduto per il finanziamento della propria economia.

In definitiva, la Cina è diventata un gigante economico capace di competere con paesi di più vecchia industrializzazione quali Usa e Germania. Il Paese mira ad allargare anche la sua sfera di influenza politica nel mondo- in primis in Asia- rivaleggiando direttamente con il Giappone. Un fatto da non sottovalutare questo, che porterà alla ridefinizione di nuovi equilibri geopolitici.

Fonti

- http://www.cina.ws/caratteri-economia-cinese.html

- Globalizzazione dei mercati e sviluppo dell'economia cinese, Giuseppe Bertoli

http://www.unibs.it/sites/default/files/ricerca/allegati/Paper78.pdf

-http://www.leftcom.org/it/articles/2004-12-01/lo-sviluppo-della-cina-emerge-un-potente-poloimperialistico



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