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Un ambiente unico: il palcoscenico

palcoIl palcoscenico, luogo di storie e meraviglie, ambiente da ammirare, ambiente che ci rapisce e ci sconvolge, ambiente che cerchiamo nei nostri mille giorni frenetici dietro le scrivanie alienanti degli  uffici, ambiente sognato, che chissà, forse alle volte qualcuno di noi ha perfino desiderato di calcare, il palcoscenico… lì dove finisce la vita ed inizia la finzione, quel limite affascinante che separa ciò che è vero da ciò che è falso…; od, al contrario, il confine sottile al di là del quale l’attore lascia questa grande buffonata che è  la vita ed inizia a vivere?

… a vivere davvero, senza barriere, senza filtri, beffardo disobbediente di  vincoli e circostanze…; e non è proprio questo forse che ci attrae, questa la forza che ci rapisce e ci traspone dalla nostra abituale condizione, dal ruolo che ognuno ricopre nella vita e ci immedesima nelle storie, non è forse questa la forza travolgente del teatro? Che regala anche solo per un attimo, anche solo per una sera, quella libertà di condividere una vita che ci scorre davanti agli occhi… su quel palco… una vita che magari avremmo voluto fosse nostra! Il dono più grande che quel palco possa farci, quella sera, è la libertà immaginativa, è quello di dimenticarci di noi stessi e vivere un’altra viva, immergendoci completamente in essa condividendola al punto quasi da esserne travolti, da identificarci completamente in quest’ultima, per sentire quel guizzo di vita vera, che è la  vita nella sua emozionante pienezza, nella sua sconvolgente e straordinaria forza, che di rado si ha il coraggio di vivere davvero, al di qua di quel palco…; dietro quelle poltrone, dentro i nostri capotti troppo pesanti da cui sbucano mani con troppe rughe, quelle stesse mani che denunciano  troppi anni persi, anni di assuefazioni e consuetudini, di vincoli e finzioni… ma  quegli occhi no, gli occhi sono rapiti, desiderosi di libertà, e vorrebbero tuffarsi su quel palco, vorrebbero vivere… davvero! Da dove nasce il teatro? Da quale esigenza? Chi ha inventato quel palcoscenico? Noi, siamo sempre noi ad averlo cercato, ad averlo desiderato e creato, e non è forse nell’intrinseca natura dell’uomo soddisfare quel desiderio di libertà, di vita, che molto spesso viene soffocato dalle strutture sociali in cui ci si sente costretti ed alienati e non è forse per questo motivo che si è creato il teatro? Per poter vivere davvero… liberamente… almeno nella finzione… ed ecco il paradosso dell’uomo, struttura la vita vera come una gabbia, se ne sente soffocato, ne soffre e crea il palcoscenico, che chiama “finzione” ma sa bene che è quella la vita…; che non ha mai avuto il coraggio di vivere davvero, preferendo goderne a sprazzi, anche solo per un’ istante, anche solo per una notte. Quel palcoscenico che illumina i nostri sensi e la nostra emotività per una sera è la vita vera, le nostre, di vite, molto spesso sono palchi spenti e vuoti, palchi pieni di tecnica e metodo interpretativo brillante magari, ma privi di anima, privi di quello spirito vitale che è intrinseco, da sempre in ognuno di noi.

 Nessun essere umano desidera venire al mondo. Un bel giorno senza esser stati interpellati ci troviamo buttati sul palcoscenico, alcuni di noi ottengono la parte del protagonista, altri sono semplici comparse, altri ancora escono di scena prima della fine dell'atto o preferiscono scendere e godersi lo spettacolo dalla platea, ridere, piangere o annoiarsi, secondo il programma del giorno

Susanna Tamaro

Montagno Bozzone Sebastiana

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