Articoli

Roma: quando la differenziata è d’obbligo

roma-raccolta-differenziataLa gestione dei rifiuti ha sempre rappresentato per la nostra nazione un nodo problematico tanto a livello nazionale quando a livello delle singole realtà regionali.

Prima ancora che in televisione o sui giornali si discutesse di green economy o sviluppo sostenibile, nel nostro Paese sono stati portati avanti dibattiti infervorati sul problema della spazzatura, in taluni casi sfociato in vera e propria emergenza. Si pensi solo alle difficoltà collegate allo smaltimento dei rifiuti- specie tossici- nella regione Campania, che lungi dall'essere a un punto di risoluzione, continuano a costituire una seria preoccupazione per la salute dei cittadini.

La situazione nella Capitale, seppure non ha mai assunto i toni di serietà o pericolo di altre realtà della penisola, non va sottovalutata. Secondo una recente statistica, Roma sarebbe una delle capitali europee con la maggiore produzione di rifiuti: circa 2000 tonnellate all’anno. I fatti in parte lo confermano: chi non ricorda le strade della capitale invase dai bidoni della spazzatura rigurgitanti migliaia di sacchetti colmi di rifiuti? Con un danno all’immagine della città e un pericolo non indifferente per la salute dei suoi stessi cittadini.

Ma qualcosa sembra già stare cambiando. La città di Roma ha posto al centro delle sue politiche ambientali una gestione più efficiente dei rifiuti, volta al riutilizzo più che al mero smaltimento. Il rifiuto, quindi, non deve essere più considerato una risorsa perduta bensì una risorsa riutilizzabile, potenzialmente rappresentativa di nuova utilità.

Il protocollo di intesa “Patto di Roma”, siglato il 4 agosto 2012, tra il Ministero dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare,il Commissario Delegato per il superamento dell'emergenza ambientale nel territorio della provincia di Roma, la Regione Lazio, la Provincia di Roma e Roma Capitale, prevede che la raccolta differenziata raggiunga il valore del 40% entro il 2013, il 50% entro il 2014, del 60% entro il 2015 e del 65% entro il 2016.

Un obiettivo certamente ambizioso ma in linea con l'indirizzo stabilito a livello comunitario dalla Direttiva 2008/98/CE. Perché i traguardi prefissati possano essere raggiunti, Roma ha scelto di usare le maniere forti e lo fa rendendo obbligatoria la raccolta differenziata. Questa, quindi, non è più demandata al buon senso o alla sensibilità ambientale dei cittadini, ma diviene un obbligo da assolvere.

Per rendere più efficiente ed efficace la raccolta differenziata, la città di Roma ha provveduto a una riorganizzazione della raccolta differenziata. In alcuni municipi sono state posizionate nuove batterie composte da 5 cassonetti: bianco ( per carta e cartone), marrone (destinato a umido, scarti alimentari, piante e fiori domestici), blu (per plastica e metallo), grigio (raccolta indifferenziata) e la campana del vetro. In altri, invece, la raccolta differenziata si effettua porta a porta, previa somministrazione ai cittadini di appositi kit per la suddivisione dei rifiuti.

A dimostrazione che Roma fa sul serio, numerose sono le multe piovute negli ultimi mesi. I

destinatari: cittadini irrispettosi dell'obbligo di differenziare i loro rifiuti. E' bastato gettare un foglio di carta nel bidone destinato alla raccolta della plastica, per vedersi notificata una multa che nei casi più gravi può arrivare anche a 500 euro.

Nonostante i recenti scandali che hanno investito l’AMA, la raccolta differenziata prosegue, tra dubbi e diffidenza. C'è da sperare che Roma Capitale abbia predisposto, accanto al sistema di enforcement basato sull'obbligatorietà della raccolta, altri modi per raggiungere l'ambizioso traguardo di una maggiore raccolta differenziata da parte di tutti i cittadini . L'imposizione, infatti, può produrre i suoi effetti limitatamente al come, è importante invece che i cittadini siano resi consapevoli del perché, ovvero delle motivazioni sottese all'importanza di differenziare.

Sarebbe necessario una politica di sensibilizzazione dei cittadini in merito all'importanza del riutilizzo delle risorse del nostro pianeta, ai rischi che inceneritori e discariche costituiscono per il nostro pianeta e alla necessità di orientare l'azione comune verso un'economia più sostenibile e più rispettosa dell'ambiente.

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie privacy policy.