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La regione Lazio punta sull’imprenditoria

Impresa-partita-ivaSi riparte dai fondi europei per le imprese. E una Regione che li usa bene. E' il nome dell'iniziativa di Regione e Sviluppo Lazio, costituita da un ciclo di incontri e workshop che, a partire dal mese di gennaio 2014, hanno aiutato gli imprenditori ed aspiranti tali ad orientarsi nel mondo dei finanziamenti europei alle imprese. In gioco, ben 260 milioni di euro provenienti da Bruxelles e riguardanti start-up, innovazione, reti di impresa, green economy ed accesso al credito.

Durante questi incontri consulenti ed esperti di economia e finanza si sono messi a disposizione dei presenti per illustrare loro le modalità di accesso ai fondi e di partecipazione ai bandi.

Il primo di questi incontri, organizzato il 14 gennaio, ela cui registrazione avveniva per via telematica, ha registrato il tutto esaurito: a causa delle numerose presenze si è deciso poi di spostare l'evento in una sala più grande rispetto a quella programmata. Uguale successo hanno avuto gli incontri successivi- l'ultimo dei quali svoltosi il 14 febbraio- segno che il mondo dell'imprenditoria crede ancora nei proprio progetti e del ruolo positivo che le imprese possono assumere all'interno della società.

Organizzare gli incontri, trovare un buono slogan, tappezzare i muri della città di questi poster. Un'ottima mossa di comunicazione, ma anche la firma tangibile e in bella vista di un impegno che la regione Lazio ha assunto verso la cittadinanza e il territorio.

Non sono troppo lontani i tempi in cui, tra vari scandali, la regione Lazio ha visto andare in fumo milioni di euro. Con un danno non solo alla comunità- quei soldi spesi in cose futili, festini, o non spesi in assenza di una progettazione concreta- ma anche all'immagine e alla credibilità dell'intera amministrazione. E un'amministrazione, sia essa comunale o regionale, ha bisogno della legittimazione sociale, da cui trae linfa per portare a termine nel migliore dei modi il proprio operato. Se manca la fiducia, cittadinanza ed amministrazione diventano due mondi lontani, che non riescono a comunicare.

La regione si è assunta dunque l'impegno di usare bene i fondi provenienti dalla Comunità europea, investendoli nel tessuto industriale, che risente particolarmente della crisi economica del 2008-2009. Dopo una debole ripresa del 2012, le nostre imprese si trovano infatti ad affrontare, accanto a problemi strutturali che sempre hanno caratterizzato il tessuto industriale italiano, nuove e più serie difficoltà provenienti dalla congiuntura economica internazionale non particolarmente favorevole.

La Regione ha deciso di riservare una parte cospicua delle risorse alle PMI già esistenti ed operanti nel territorio, senza tuttavia trascurare la possibilità che nuove imprese possano nascere anche in un periodo di crisi, anzi proprio la crisi deve essere la spinta propulsiva a rendere concrete nuove idee e progetti. Un bando è riservato esclusivamente alle start-up, ovvero alle imprese in cui sono ancora in atto alcuni processi organizzativi, quali lo studio del mercato per lanciare un determinato prodotto o lo studio della struttura organizzativa per adattarla alla mission e alla strategia aziendale. Appare del tutto evidente che in questa fase, particolarmente delicata, un'impresa o quasi impresa affronta delle difficoltà notevoli, tanto economiche quanto dal punto di vista organizzativo. Il bando in questione cerca di “alleggerire” la parte economica e burocratica, fornendo agli imprenditori di nuove start-up la possibilità di avvalersi del supporto e della consulenza amministrativa e fiscale gratuita. In questo modo potranno coprire i costi iniziali per la costituzione dell’impresa e l’avvio delle loro attività. Il bando prevede 2.500 euro (a fondo perduto) per ogni nuova Start-Up, uno stanziamento che permette di abbattere le spese una tantum di apertura attività, da spendere in servizi nei primi 6 mesi di attività.

I modi per superare la crisi, o per affrontarla al meglio, ci sono. Il tessuto imprenditoriale della nostra regione sta attraversando un periodo particolarmente delicato e il sostegno della Pubblica Amministrazione è quanto mai necessario. Secondo una ricerca condotta dall'Osservatorio sulle Pmi di Federservizi, l'associazione legata a Confcommercio Roma, sulla base dei dati riportati nei registri imprese della Camera di Commercio, aggiornati a dicembre 2013, grazie all'accesso ai fondi europei, nel 2013 nel Lazio sono nate ben 578 nuove imprese , di cui 141 classificate come Start up.

Investire nelle imprese- vecchie e nuove-questa è la strada giusta.

Fonti

• Ue: per Pmi Italia credito e mercato unico ancora critici (1 update), Il Mondo

• Start up contro la crisi, un nuovo bando per le imprese del territorio, Roma Capitale

• Start-up, nel Lazio 578 imprese sono nate nel 2013 grazie a 264 milioni di euro di fondi

europei, Il messaggero

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