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Terzo settore, in arrivo la riforma

 Dopo 27 anni di attesa arriva in Consiglio dei Ministri la riforma del Terzo Settore. Presentata il 6 agosto dal Ministro Giuliano Poletti e dal sottosegretaria Luigi Bobba, prevede un impegno di spesa di circa 50 milioni di euro nel 2015.

 

Tre i pilastri del disegno di legge: revisiona di enti e attività del Terzo settore, disciplina delle imprese sociali e di riforma del servizio civile nazionale. “Questo tema – ha detto Poletti - è per noi costitutivo dell’idea stessa di società e di economia, perché per noi i protagonisti non sono né lo Stato né il mercato, ma i cittadini che si organizzano in comunità”.

Prima novità sostanziale: il riconoscimento della personalità giuridica, con il regime della responsabilità limitata, agli enti del Terzo Settore. Nuove regole anche in materia di controllo interno, trasparenza e rendicontazione delle attività.

Centrale anche il ruolo dell’impresa sociale, definita nel disegno di legge come “impresa privata a finalità d′interesse generale avente come proprio obiettivo primario il raggiungimento di impatti sociali positivi misurabili, realizzati mediante la produzione o lo scambio di beni o servizi di utilità sociale, utilizzando prioritariamente i propri utili per il conseguimento di obiettivi sociali".

Le misure economiche, infine, introducono sia per enti sia per le imprese sociali,  il regime di tassazione agevolato e la semplificazione di deducibilità e detraibilità per le erogazioni liberali che gli enti stessi ricevono; per il 5 per mille è invece prevista la razionalizzazione degli enti beneficiari. .

 

 

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