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Registrare un contratto di affitto in nero:è davvero così semplice?

Degli affitti cosìddetti in nero, ovvero non registrati- in particolare a Roma, più che in altre regioni,
città universitaria per eccellenza- se ne è sempre parlato, ma mai come negli ultimi mesi.
Fino a un anno fa circa, erano poche le persone che si recavano alle Agenzie delle Entrate per
dichiarare di avere un contratto di affitto in nero e quindi procedere alla relativa registrazione.
Quello degli affitti in nero, fenomeno tollerato, passato quasi per normale, nel corso degli anni è
stata una vera e propria manna dal cielo per i tanti proprietari di immobili furbetti che, poggiando
sulla convinzione comune che non fosse necessario fare un contratto perché “tanto nessuno lo fa”,
potevano ben intascarsi fiori di quattrini- euro- senza pagare alcuna tassa. Sei tu la Norma, la
Norma che voglio io, prendendo a prestito le parole di Tabucchi, dicevano loro, i locatori.
Con un danno ingente alle casse dello Stato,ovviamente. agenziaentrate

E però, c'è aria di cambiamento. Non si tratta tanto della necessità avvertita da parte dello Stato di condurre una lotta ancora più dura contro gli evasori grandi e piccoli. Un nuovo sentimento, invero, sta prendendo piede tra le persone – studenti, lavoratori, in molti casi famiglie- che, senza un contratto d'affitto regolare, si trovano di fatto privati della relativa tutela che solo la legge, in uno stato democratico, può garantire. I cittadini, in particolare gli studenti fuorisede , le principali “vittime” del fenomeno stando alle statistiche, dei contratti in nero, riconoscono come un proprio diritto la registrazione del contratto d'affitto e hanno iniziato ad attivarsi in questo senso, anche con richieste

più puntuali e pressanti ai loro locatori affinché si adoperino in tal senso. Del resto, il vantaggio
(economico) dei contratti di affitto in nero non è che a senso unico: a beneficiarne sono solamente i
locatori. I canoni di locazione, invece, pur in assenza di un regolare contratto, rimangono molto alti,
addirittura eccessivi. Per una stanza singola nei pressi dell'università si può arrivare a spendere
anche 500 euro al mese, spese escluse.
Con l’introduzione del nuovo regime della cedolare secca sugli affitti e le locazioni il Fisco ha
introdotto delle novità importanti sul fronte della lotta all’evasione nell’ambito degli affitti e delle
locazioni di case, immobili, appartamenti e fabbricati, che danno la possibilità all’inquilino di
denunciare il proprietario e godere di affitti molto agevolati in cambio, in modo da scoraggiare la
richiesta di affitti in nero o di canoni di locazioni 50% in nero e 50% no.
Anche in seguito all'offensiva contro gli affitti in nero condotta dalla Guardia di Finanza di Roma
dopo la firma a settembre 2013 del Patto Antievasione con Regione Lazio, Roma Capitale e le
Università «La Sapienza», «Tor Vergata», «Roma Tre», ed in collaborazione con la Direzione
Regionale Agenzia delle Entrate del Lazio, si è registrato un aumento delle denunce dei contratti in
nero.
Ovviamente il primo passo è sempre ricercare informazioni. La Guardia di Finanza e l'Agenzia
delle Entrate hanno predisposto delle guide ad hoc ed una serie di note informative relative alle
procedure da seguire per procedere alla denuncia del contratto di affitto in nero e alla relativa
registrazione. Ma sono moltissimi i siti che spiegano passo dopo passo come fare esattamente: a chi
rivolgersi, i tempi, i costi della procedura. In ogni caso, qualunque sia la fonte consultata, appare
tutto molto semplice e relativamente immediato.
Un modo per incoraggiare i più restii o realtà? Abbiamo voluto saperne di più, intervistando
Donatella (nome di fantasia). Studentessa fuorisede di 24 anni, a gennaio di quest'anno Donatella si
è recata all'Agenzia dell'entrate per registrare il suo contratto d'affitto in nero. A lei abbiamo chiesto
se è davvero così semplice come ci prospettano le Autorità e i vari siti internet.
Iniziamo dall'inizio. Da quanto tempo vivi a Roma? Hai mai avuto un contratto di locazione?
Vivo a Roma dal 2009, da quando cioè mi sono trasferita per frequentare l'università.
Fino a due anni fa, alloggiavo insieme ad altri studenti nei pressi della stazione Tiburtina e avevamo
un regolare contratto d'affitto. In seguito a diverbi con i coinquilini, ho deciso di cercare un'altra
stanza. I prezzi delle stanze singole qui a Roma sono un vero salasso, dopo vari mesi di ricerca ho
alla fine optato per una stanza a ***, poco fuori Roma. Il proprietario, il giorno in cui andai a
visitarla, mi assicurò che mi avrebbe fatto il contratto d'affitto, di cui tra l'altro avevo necessità.
Sono infatti una studentessa fuorisede, e per richiedere la borsa di studio secondo questo status ho
bisogno di una prova, appunto una copia del contratto di locazione.
Un contratto che non è mai arrivato...
Si, esattamente. Più volte ho sollecitato il proprietario affinché registrassimo il contratto della
stanza nell'appartamento in cui vivevo, e tuttora vivo, con altre due ragazze. Ma lui niente.
Rimandava, prendeva scuse e tutto cadeva nell'oblio.
Finché un giorno, dopo vari mesi di attesa, ci siamo fatte coraggio e siamo andate all'agenzia delle
entrate per registrarlo da sole.
E' stato semplice?
No, affatto. Non è così semplice come la Guardia di Finanza o altre autorità dicono. Abbiamo
incontrato numero difficoltà.
Per esempio?
All'inizio amici e conoscenti, quando ho comunicato loro la mia intenzione di recarmi all'Agenzia
delle Entrate, mi hanno consigliato di lasciar perdere questa cosa, perché le mie coinquiline ed io
avremmo avuto solo difficoltà e inoltre avremmo rischiato di “far arrabbiare” il proprietario, e
dunque incorrere in ritorsioni o peggio ancora dispetti.
Non sapevamo bene quali documenti servissero, ad esempio dove prendere la visura catastale.
Insomma all'inizio siamo entrate proprio nel pallone...Per fortuna abbiamo trovato degli impiegati
molto gentili e disponibili che ci hanno fornito i moduli da compilare e ci hanno spiegato passo
dopo passo le procedure da seguire per arrivare alla registrazione del contratto.
Ci è voluto un bel mese pieno, tra compilazione dei moduli, pagamenti in banca, ma alla fine
abbiamo avuto in mano il nostro contratto d'affitto.
Quanto pagavate prima e quanto pagate ora tu e le tue coinquiline?
Prima pagavamo 350 euro a stanza, in un appartamento di tre stanze singole una cucina e bagno. In
totale 1050 euro, per un appartamento fuori Roma. Lasciamo stare le condizioni...Il proprietario si è
sempre disinteressato all'appartamento, a Novembre siamo state 15 giorni senza riscaldamento
perchè si era rotta la caldaia. I mobili sono vecchi, la cucina è senza porta. Insomma, un prezzo
sproporzionato rispetto al posto in cui viviamo. Ora ne paghiamo 192, in totale.
Be, un bel risparmio...
Si, ma non è stata solo una questione di risparmio. Sia chiaro, 350 euro pesavano a tutte. Io sono
studentessa e mi mantengono i miei genitori. Faccio un lavoretto part-time, ma certo non mi
permetteva di essere completamente autonome. Le mie coinquiline hanno contratti a progetto e
prendono sui 500 euro al mese. Con il contratto ci sentiamo più tutelate. Inoltre è giusto che in un
Paese come l'Italia, con un debito pubblico così alto, tutti paghino le tasse che spettano loro.
Dobbiamo smettere di pensare che è meglio essere furbi e cercare di “fregare” il prossimo. In
questo modo facciamo solo del male a noi stessi, alla nostra generazione e ai nostri figli.
E invece il proprietario, come ha reagito?
Male, malissimo. Ha iniziato ad inveirci contro, dicendo che ciò che avevamo fatto non era giusto e
che lui era sempre stato disponibile. Pretende che continuiamo a pagare quanto stabilito prima della
registrazione del contratto, ovvero 350 euro l'una. Ci sta creando numerosi disagi, con le sue
telefonate e i messaggi continui, ma noi non demordiamo. Sappiamo che quanto abbiamo fatto è un
nostro diritto.
Un consiglio che daresti ai ragazzi e alle ragazze e a tutte le persone che non hanno un
contratto d'affitto?
Di non avere paura. Bisogna fare in modo che le cose migliorino nel nostro Paese e per farlo è
necessario partire dalla giustizia. E' necessario che tutti contribuiamo a risollevare un Paese in crisi,
iniziando a pagare le tasse. Inoltre, avere un contratto d'affitto permette di avere una maggiore
tutela. Ad esempio, avendo il contratto d'affitto ho potuto prendere la residenza qui a Roma e in
questo modo usufruire degli sconti sul trasporto pubblico riservato ai residenti a Roma minori di 26
anni. Insomma, avere un contratto d'affitto offre numerosi vantaggi.
Grazie Donatella per averci raccontato la sua esperienza.
Nella speranza che questo racconto serva da monito ai locatori ancora incerti sul registrare o meno
il contratto di locazione del proprio immobile, e come incoraggiamento ai tanti cittadini affinché si
facciano più consapevoli dei propri diritti, vi lasciamo alcuni link utili da consultare:
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/Nsilib/Nsi/Agenzia/Agenzia+comunica/Prodotti+editorial
i/Guide+Fiscali/Affitto+in+regola/OPUSCOLO_affitti_in_nero++11+giugno++2012.pdf
http://www1.agenziaentrate.it/strumenti/mappe/mappeg.php
http://www.cedolare-secca.it/denuncia-affitti-in-nero.php

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