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Fuga dei cervelli: soluzione possibile?

BARI, 17 LUGLIO 2015 - Lo ha stabilito il Consiglio dei Ministri seguendo un’indicazione del Parlamento: da oggi tutti coloro che possiedono qualifiche reputate di grado “elevato”, e che scelgano di stabilire la propria residenza in territorio Italiano, potranno beneficiare di una riduzione fiscale. Il beneficio avrà un’estensione di cinque anni e consisterà in una riduzione del reddito imponibile pari al 30%. A godere di questo sconto saranno proprio i cosiddetti “cervelli in fuga”, ossia coloro che hanno scelto di cercare lavoro all’estero, con la speranza di trovare maggiori opportunità, dopo aver conseguito la laurea in Italia. Si tratta, quindi, di una mossa volta a far sì che la dispersione di potenziali elementi validi venga, se non altro, arginata. Secondo i dati Istat, infatti, è stato calcolato che tra i laureati oltre i 25 anni, circa 68mila hanno scelto di lasciare l’Italia per cercare fortuna all’estero. Queste cifre risultano ancora più preoccupanti se si considera che la crescita di emigranti è stata esponenziale: nel 2012, infatti, si contavano solo 6.276 unità, un numero nettamente inferiore rispetto a quello attuale.  In sostanza, quindi, potrà avere accesso all’incentivo chi dimostri di non aver vissuto in Italia per almeno cinque anni e sia in possesso di un titolo di studio con un elevato grado di specializzazione. Prima di divenire effettivo, comunque, il decreto ripasserà per il Parlamento per l’approvazione definitiva.

 

Montagno Bozzone Sebastiana

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