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Donne di ghiaccio

L'Italia a Sochi 2014 "ringrazia" la compagine femminile: 5 medaglie su 8 arrivano dalle atlete azzurre.

 

NEL SEGNO DI ARIANNA - L'eredità delle Olimpiadi invernali russe è un sentimento complesso, a metà tra la soddisfazione e amarezza. I dati più evidenti della prima spedizione targata Malagò sono due: da un lato il miglioramento sostanziale rispetto al precedente appuntamenArianna Fontana Sochi 2014to (a Vancouver l'Italia salì sul podio appena 5 volte); dall'altro l'impietoso zero alla voce "medaglie d'oro", che non compariva nel nostro palmares da 34 anni. La bilancia pende ancor più in favore del rammarico se pensiamo che gli azzurri hanno collezionato svariati quarti posti sulla scia di quanto accaduto, in discipline differenti, a Londra 2012. Gli stessi piazzamenti di Nadia Franchini (Supergigante) e Daniela Merighetti (Discesa), alla luce delle condizioni fisiche e ambientali che hanno inciso sulla gara, hanno un sapore agrodolce.

Brucia più di tutti l'argento di Arianna Fontana nello short track 500 metri. “Ero convinta e credevo di poter portare a casa l'oro. Volevo fare la stessa gara della semifinale e passare la coreana al momento giusto. Invece mi sono trovata contro il materasso". L'azzurra, caduta già alla seconda curva in seguito al contatto con la britannica Elise Christie (poi squalificata), si è dovuta accontentare della seconda piazza, dietro alla cinese Li Jianrou. A 48 ore di distanza, il 15 febbraio,  la ventiquattrenne di Sondrio si è rialzata confermandosi sul podio nella 1500 metri, dove ha centrato il terzo bronzo consecutivo in altrettante Olimpiadi.

L'ulteriore riprova della crescita del movimento italiano in questa disciplina è sottoscritta dall'intera formazione azzurra dello short track. Tocca a Lucia Peretti, Martina Valcepina ed Elena Viviani "trascinare" Arianna sulla vetta del medagliere azzurro: un'altra sua caduta, questa volta per un inciampo, determina distacchi abissali dalle prime tre della classe Corea, Canada e Cina. Il bronzo nella 3000m staffetta arriva ancora una volta per squalifica: pagano dazio le cinesi e l'Italia spezza così il dominio asiatico.

 

INCANTEVOLE CAROLINA - A Sochi Carolina Kostner si è definitivamente consacrata. La medaglia olimpica sognata fin da Torino 2006 si è materializzata all'Iceberg Skating Palace. Le note del "Bolero" di Ravel hanno accompagnato un'esibizione sontuosa in cui la bolzanina ha messo in mostra tutta la propria eleganza.

Carolina KostnerUn libero secondo solo alla tradizione e alla calcolata attenzione dei giudici verso la padrona di casa Adelina Sotnikova (oro) e alla coreana Kim Yu Na (argento).Oltre alla soddisfazione per il successo, la Kostner può finalmente togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa, soprattutto nei confronti di quegli scettici che la davano per "finita" quattro anni fa.  "Sentivo una paura enorme prima di entrare in pista, ma dovevo avere il coraggio di lasciarmi andare. Ho provato ad entrare nel cuore della gente, spero di esserci riuscita, bisognerebbe chiederlo a loro". Alle soglie dei Campionati mondiali di pattinaggio artistico di Saitama (dal 24 al 30 marzo) riaffiora l'ipotesi di un ritiro della Kostner: a 27 anni l'appuntamento nipponico potrebbe essere l'ultima uscita agonistica della più grande pattinatrice italiana di sempre.

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