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Animal live show

Se si potesse modificare il destinatario del termine “bestia”, con tutto ciò che ne consegue, dopo un’esposizione come quella ospitata dalla Fiera di Roma lo scorso week end, è certo che gli animali sarebbero esonerati dalla sua accezione aggettivale.

Due enormi padiglioni accolgono un vero e proprio circo, con annessi “padroni clown” e purtroppo connessi cani, animali esotici e gatti di ogni sorta.

Nell’immaginario collettivo di ognuno, l’idea di padiglione porta alla memoria, tra le varie possibilità, anche il ricordo di ospedale psichiatrico, che in questo caso è l’esempio che più si avvicina alla situazione proposta.                                                          

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Tra conduttori esaltati e animali sedati, o ancor peggio ormai abituati alla vita di reclusione e frustrante condiscendenza, il visitatore si muove attraversando bancarelle sponsor e banchetti di pop corn. Con un collare in mano e la scoperta di una nuova marca biologica di crocchette per cani in testa, il morboso amante del mondo animale si ferma per fotografare da vicino una delle bestie da macello, le regala un complimento e un sorriso a piena dentatura, poi passa alla prossima e ripete l’iter.

La cosa più scioccante tutto sommato rimane l’inconsapevolezza e l’ignoranza che il genere umano dimostra nei confronti di quello animale. Il volatile esotico, importato da paesi lontani, non prova certo piacere ad avere una zampa legata al suo espositore e il flash di una macchinetta puntato negli occhi. Il gatto, del tutto deturpato della sua natura felina e indipendente, è costretto in una gabbia, rigorosamente adornata da premi che egli stesso, non consapevole, ha vinto per merito del suo pelo morbosamente curato e lucidato.

Infine il cane, tra tutti l’animale che ha la sfortuna di amare tanto l’uomo da non poterne fare a meno. All’interno dell’esposizione sono “ricoverate” solo due diverse razze canine, le più in voga al momento, i cosiddetti cani “guerrieri”: Pitt Bull e American Bull Dog.

Con catene e collari borchiati, gli allevatori mostrano i molossi, debitamente tirati fuori dal trasportino al momento giusto, proprio come un macellaio farebbe con il suo pezzo di manzo migliore.

Per non parlare poi di quanto pericoloso possa essere mettere alla portata di tutti, compresi bambini con una mano nella propria narice e potenzialmente l’altra in quella del cane, razze così particolari e non sempre tolleranti.

Animal live show, come gran parte delle fiere che hanno per protagonisti gli animali, risulta un esperimento basato su metodi retrogradi e volto esclusivamente a un ritorno economico, un business del tutto improprio e inconsapevole.  

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