Articoli

Rugantino

rugantino immagine

Rugantino è una commedia musicale realizzata da Garinei e Giovannini e musiche di Armando Trovajoli, rappresentata per la prima volta al Teatro Sistina di Roma il 15 dicembre 1962, con scene e costumi di Giulio Coltellacci e coreografie di Dania Krupska, sostituita per la seconda edizione (1979) da Gino Landi, autore della versione coreografica tuttora rappresentata. Il successo della commedia in Italia spinse l'impresario teatrale americano Alexander Cohen a far rappresentare la commedia anche in America: dopo alcune serate a Toronto, fu rappresentata a Broadway nel febbraio del 1964, al teatro Mark Hellinger, dove per tre settimane registrò il tutto esaurito. Rugantino…; è difficile dire se sia più famosa la popolare maschera romana o il personaggio della commedia musicale di Garinei e Giovannini. Uno spettacolo che ha fatto il giro del mondo e che, probabilmente, almeno da 50 anni, ha dato nuovo lustro e popolarità alla maschera romanesca senza appannarne il fascino perché gli ingredienti di Rugantino sfidano il tempo stesso e sono eterni come quella Roma che gli fa da pittoresca cornice. Uno spettacolo storico, sicuramente, ma non vecchio, anzi, sempre più attuale con quella voglia di divertire e commuovere, con i suoi personaggi in bilico tra mascalzonaggine e bontà, simpatia e boria. Come non innamorarsi di Rugantino che sa essere sbruffone, chiacchierone, vigliacco, tenero e dolce. O di Rosetta, incarnazione della venere romana, bella e irraggiungibile ma così umana. Come non commuoversi con Mastro Titta, il boia, uomo buono sempre in giro con il pesante fardello della sua professione, o non farsi conquistare da Eusebia e dalla sua ruspante simpatia? Intorno ai protagonisti altri personaggi perfetti per rendere questo spettacolo un piccolo grande capolavoro di un teatro internazionale. E’ inoltre impossibile tralasciare l’importanza e il fascino della musica creata dal Maestro Trovajoli: ”Roma nun fa la stupida stasera”, “Ciummachella”, “Tirollallero” canzoni che grazie a Rugantino hanno preso il volo e fatto il giro del mondo. Nella tradizione dei grandi spettacoli di Garinei e Giovannini, si sottolinea il ritorno in buca dell’orchestra. La Roma di Rugantino…; nel 1830 a Roma regna papa Pio VIII, in uno stato pontificio restaurato e più deciso che mai a difendere i propri privilegi, ma dove la fede ormai è rito e superstizione. In questa situazione il popolo a Roma ha poca voce. Giuseppe Gioachino Belli vuole edificare un monumento al popolo di Roma, escluso dalla storia, e lo fa coi suoi sonetti. Da giovane aveva molto amato il teatro e i sonetti sono scene teatrali, dove la lingua racconta un carattere ed una città. Si potrebbe dire che Rugantino sia la commedia che poteva scrivere il Belli, anche se i suoi sonetti saranno noti molti anni dopo, perché la realtà che Rugantino racconta è quella tragicomica del poeta. Belli racconta il carattere del popolo romano avvezzo a mangiar poco e a fare una vita grama che si sfoga da secoli, secondo la sua natura, in epigrammi e battute. Una città soffocata dal papato, che si regala delle belle statue di gusto neoclassico scolpite da Thorvaldsen, a cui è dedicata una piazza a Villa Borghese e il cui studio é ancora riconoscibile vicino a Piazza del Popolo. Roma è oggi la più grande capitale europea, la Roma di Rugantino è una città di centocinquantamila abitanti, un grosso paese. E’ una città dove le rovine, non ancora restaurate, testimoniano un passato mitico, che rende anche più amara la realtà priva di speranze. SPQR: SoloPretiQuiRegnano. E le feste, le fiaccolate, i grandi funerali perfino le esecuzioni sono l’unico motivo di distrazione da una situazione disperata. Pasquino, la statua dove si portano le proteste anonime contro i potenti, assomiglia a Rugantino: tira il sasso, ma nasconde la mano. Il popolo può fare solo questo, brontolare , ma Rugantino non si limita a brontolare lui mozzica, almeno a parole, e sfoga nel riso anche una voglia di vita che certo le circostanze non favoriscono. Siamo alla vigilia di un cambiamento dove, a prezzi molto alti per gli italiani, si ritroverà l’identità nazionale, e quello romano è un eroe sgangherato, che ritrova una dignità che informerà di sé tutte le speranze del Risorgimento.

Montagno Bozzone Sebastiana

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie privacy policy.