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Il teatro,per comunicare emozionando

 

“Il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo

di dare un senso alla vita.”

                            Eduardo De Filippo

Il teatro, questo mezzo di comunicazione fantastico e sorprendente… ma cos’è davvero questo modello di interazione? E soprattutto da quale esigenza nasce? Ho desiderato iniziare questo articolo con un pensiero di uno dei padri fondatori della drammaturgia teatrale italiana, Eduardo De Filippo, per il quale il teatro nasce da un’esigenza ancestrale ed insita da sempre nell’uomo… ossia dare un senso alla vita. Jacques Copeau diceva:  "Non nasce teatro laddove la vita è piena, dove si è soddisfatti. Il teatro nasce dove ci sono delle ferite, dove ci sono dei vuoti... E' lì che qualcuno ha bisogno di stare ad ascoltare qualcosa che qualcun altro ha da dire a lui." Trovo quest’ultimo pensiero denso di una verità profonda e reale. L’esigenza di comunicare nasce dal bisogno, da un’incompletezza, dal desiderio, ed alle volte, da una mancanza dilaniante. Il palcoscenico è quel luogo in cui si smette finalmente di recitare un ruolo, per quanto paradossale possa apparire a primo acchito, in cui l’attore getta le diverse maschere indossate nel grande teatro della vita spogliandosi di tutte le barriere e corazze protettive, così denudato, è finalmente se stesso in tutta la sua umanità, con le sue forze ma soprattutto con le sue debolezze. Andiamo al teatro per guardare noi stessi senza quelle maschere, per guardare uomini che vivono mossi dal semplice e reale respiro della vita, andiamo al teatro per ammirare la vita nel suo più alto trionfo di libertà e pienezza. E noi l’ammiriamo, seduti da questa parte, muti, ingabbiati nei nostri “teatri di costrizione”, nelle nostre maschere quotidiane, amate ma molto spesso odiate. Ed è quell’attore, finalmente libero da quello che invece imprigiona noi, ad emozionarci, perché lo vediamo in tutta la sua umanità, riconosciamo nella sua libertà le nostre libertà soffocate, ed è questo a colpirci, questo ad emozionarci… andiamo a teatro per vedere, seppur per poco, ciò che ogni giorno costantemente ci sfugge… ossia la vita…Ed è per questo che il teatro in relazione alla sua intrinseca natura è fra le arti quella più idonea a parlare direttamente al cuore ed alla sensibilità della collettività. “Noi vorremmo che autorità e giunte comunali si formassero questa precisa coscienza del teatro considerandolo come una necessità collettiva, come un bisogno dei cittadini, come un pubblico servizio alla stregua della metropolitana e dei vigili del fuoco" - Paolo Grassi

Non c’è nulla che sfugge di più all’uomo impegnato quanto la vita, non vi è realtà più lontana ed inesplorata.”

Sofocle          

Montagno Bozzone Sebastiana

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