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...da Orvieto

La settimana a volte è ansiogena, almeno per me che sono un’ansiosa cronica. E pure un’inquieta. E quindi? E quindi molto spesso ho bisogno di evasione. Di allontanarmi dall città. Vivo a Roma. Roma è bellissima. Roma è anche un gran casino. Le ore per andare al lavoro, le ore per tornare a casa. Gli scioperi dei mezzi ti fanno diventare scema. E il sabato o la domenica ho voglia di piccole fughe.

La mia ultima fuga è stato un bellissimo weekend con il mio compagno a Orvieto. Roma-Orvieto con il treno costa veramente pochissimo e in un’ora e mezza circa ci siete!

Beh che dirvi… arriviamo di venerdì sera, un po’ stanchini dopo il lavoro. Saliamo con la funicolare ed eccoci lì, nella deliziosa via centrale. Il buio era calato, la brezza di questo strano novembre lievemente pungente ci solleticava le guance, i lampioncini accesi. La luce fioca ci ha accompagnato fino al nostro piccolo hotel. Una stanzetta graziosa, calda e accogliente.

Doccia veloce, cambio di vestiti e via! Di nuovo tra le viuzze… ci siamo immersi nella piccola cittadina, abbiamo vagato e curiosato in cerca di una buona enoteca e di un buon ristorante. Graziosi, economici, con una calda atmosfera. E li abbiamo trovati.

Aperitivo: bicchiere di vino rosso con bruschettine con olio umbro e pomodori secchi. A seguire cenetta deliziosa…. antipasti misti della zona, carbonara con tartufo grattuggiato, filetto alla contadina e fagioli all’olio. Per concludere una fragrante crostata alle noci… il tutto con un rosso “Vipra Rossa”.

Insomma, perdetevi. Gustate. Camminate. Capiterete in vedute panoramiche suggestive della campagna umbra, in viste sui tetti della città, nella meravigliosa piazza del Duomo (una sorpresa per gli occhi… continuerete a scattare foto e vi sembrerà che non bastino mai!!). Vi imbatterete in ristorantini che stuzzicheranno il vostro appetito e, in mezzo a tutta questa meraviglia, chiacchererete e riderete e vi meraviglierete di quanto state vivendo.

Hotel: Hotel del Corso, Orvieto

 

Ristorante: La Palomba, Orvieto

Civita di Bagnoregio: la bellezza eterna della città che muore

 

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Sarà anche “la città che muore”, ma lo scenario surreale di Civita di Bagnoregio è una bellezza unica che lascia un segno eterno; caratteristica per la sua posizione isolata data dal fenomeno erosivo che colpisce le rocce di questa zona, per via del quale il paese si trova in cima a una collina circondata da una vallata in degradazione.

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Meraviglia e relax tra le bellezze incontaminate di Cefalonia

 

cefalonia 300x200Nello splendido Mar Ionio, al largo delle coste greche occidentali, si erge la montuosa Cefalonia. Grande meno di 800 km², quest’isola offre scenari meravigliosi e diversissimi tra di loro, che vanno dai boschi, agli uliveti sino alle immancabili spiagge.

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C'è la crisi? I parigini trasformano Parigi in spiaggia

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La capitale francese è stata pioniere dell'estate “su misura dei cittadini” con un'iniziativa unica nel suo genere in Europa. Inaugurata nel 2002 con il nome di “Paris-Plage”, ogni anno  tra luglio ed agosto e per circa un mese sulla riva destra della Senna ospita  attività ludiche e sportive, spiagge di sabbia o in erba, concerti e attività di vario genere, workshop, performance. 

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Paris: la vie en culture

 

parisL’antica Lutezia prende il suo nome dai primi occupanti di questa zona: la popolazione dei Parisii, una popolazione gallica che si è stanziata inizialmente sulla superficie paludosa dell’odierno quartiere Le Marais. Furono i romani che, per primi, denominarono la zona “Lutetia Parisiorium”, proprio per sottolineare il particolare aspetto del territorio: Lutetia, infatti, deriva la sua origine dal celtico luto- (palude, fango).

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