“ALABAMA MONROE – UNA STORIA D’AMORE”, LUCE E OSCURITÀ DI UNA PASSIONE TRAVOLGENTE

Non tutti gli angoli sono raggiungibili, ce ne sono alcuni che possiamo solamente immaginare. Quelli dell’anima, poi, sono spesso spigoli che lacerano la carne e l’inimmaginabile diventa l’unico appiglio contro la distruzione del corpo. Elise (Veerle Baetens) lo sa bene, lei che sulla carne lascia che gli aghi le disegnino i ricordi: lavora in un negozio di tatuaggi e quasi per caso conosce Didier (Johan Heldenbergh), un musicista senza inchiostro sulla pelle. Sono diversi l’uno dall’altra, è vero, quasi opposti, ma il loro incontro segna l’inizio di una appassionante e travolgente storia d’amore.


monroe1“Alabama Monroe” è prima di tutto questo: sentimento e passione. La complicità di Elise e Didier crea una solida unione che s’alimenta nell’amore per la musica e i due finiscono per condividere anche il palcoscenico, nei magici istanti in cui suonano assieme in una band bluegrass. Maybelle è la loro bambina, bellissima, la cui nascita e poi la malattia saranno gli apici struggenti di un amore così paurosamente vissuto ai margini di quegli angoli irraggiungibili. “Alabama Monroe” è anche questo: dolore, abissale tormento.

Il regista belga Felix van Groeningen si muove con il suo sguardo attraverso il tempo e le immagini saltano dal desiderio alla distruzione, senza continuità temporale, in una valanga di emozioni che vanno ricomposte a ricostruirne l’evoluzione. Così scopriamo che Elise e Didier si sono amati, solo dopo aver conosciuto una Maybelle già colpita dal male e vediamo i corpi in straziante solitudine prima ancora di saperli indissolubili. “Alabama Monroe” è una storia d’amore. Una felicità che si spegne nell’abisso e, calpestata dal dolore, riporta a galla quelle differenze che rendevano Elise parte di un mondo e Didier di un altro. Eppure, ricomponendo il puzzle, capiamo che quei due pianeti così lontani non possono, mai hanno potuto, fare a meno di appartenersi.

Film drammatico e potentissimo, ora nelle sale italiane distribuito da Satine Film, è stato l’avversario più temibile de “La grande bellezza” nel concorso agli Oscar per il miglior film straniero. Van Groeningen ritrae in maniera davvero unica una parabola emozionale, spingendosi oltre confini inarrivabili e toccando punti oscuri, profondi. Partendo da una storia d’amore, “Alabama Monroe” diventa il ritratto di una duplicità che ci appartiene, tra piccole e grandi cose, gli alti e i bassi di ogni vita, che disegnano un bianco e nero, in cui le sfumature di grigio non trovano spazio nell’anima e neanche nei ricordi segnati sulla pelle.