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Le Repubbliche marinare e il commercio internazionale

Scudo dello stemma della Marina militare italianaLE REPUBBLICHE MARINARE: Amalfi, Genova, Pisa e Venezia: sono queste le Repubbliche marinare. Fin dalle scuole elementari, abbiamo studiato sui libri di testo l'importanza di queste città per l'economia della nostra penisola, che al tempo non era ancora uno stato unitario ma un territorio disseminato di stati con sovrani in lotta tra loro. Non tutti sanno, però, che questi città non si definirono mai repubbliche.

La definizione di repubblica marinara nasce nell'Ottocento per indicare le città di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia (e ancora Ancora, Gaeta, Noli e la repubblica dalmata di Ragusa, altrettanto importanti ma meno conosciute) accomunate da alcune caratteristiche: la partecipazione alle crociate, l'indipendenza (economica, politica e culturale), l'economia basata sul commercio, uso di una propria moneta e di un sistema di leggi marittime.

Variante della forma istituzionale di civiltà comunale, rappresentarono un primo modello di futura repubblica e rivelarono l'importanza del predominio economico di un territorio per accedere all'indipendenza politica. Fra tutte le repubbliche marinare, quella di Amalfi fu sicuramente la più importante, sia perché la più antica, sia perché riuscì a conquistare il monopolio dell'Africa settentrionale e dell'Oriente. Delle sue passate glorie non restano, oggi, che le narrazioni storiografiche e le famose tavole amalfitane con le norme e i codici del diritto della navigazione.

IL COMMERCIO INTERNAZIONALE: L'Italia, sia per la sua storia che per la sua posizione geografica particolarmente privilegiata- nel cuore del Mediterraneo, circondata da ben tre mari- ha sempre avuto una forte vocazione al commercio internazionale, fin dai tempi dell'Impero Romano. Lo sviluppo del commercio estero, tuttavia, assume una piega più favorevole alla nostra nazione a partire dall' XI secolo, quando si impongono sul panorama europeo le repubbliche marinare. Con la loro dinamicità, intraprendenza ed intuizione, diedero un impulso straordinario all'economia di un territorio (quello Italiano) da sempre assoggettato alle potenze straniere, e per questo motivo debole ed inerme. Nel giro di poco tempo, l'Italia divenne un modello di potere e di progresso per tutta l'Europa e sottrasse a Bisanzio e agli arabi il controllo del Mediterraneo, punto di approdo delle merci che dalla Cina, sulla via della seta, giungevano in Italia e da qui in Europa.

Grazie alle repubbliche marinare si riattivarono i contatti con l'Europa, l'Asia e l'Africa, interrotti dopo la caduta dell'impero romano d'Occidente. I benefici apportati dalla ripresa dell'attività commerciale non si limitarono alle sole repubbliche, ma l'intera penisola poté beneficiare di un flusso di conoscenze e di idee fino ad allora sconosciuto. Nuove invenzioni si susseguirono una dopo l'altra: la bussola, la galea grossa, nuove tecniche di navigazione. Le repubbliche marinare inoltre gettarono le basi del moderno sistema di finanza internazionale e di diritto commerciale.

Ma soprattutto prodotti sconosciuti giunsero nella nostra penisola: aloe, zenzero, chiodi di garofano, noce moscata, zucchero, incenso, seta, lino e velluto solo per citarne alcuni. Grazie alla prosperità conquistata, queste città si abbellirono di opere architettoniche ed artistiche che ancora oggi testimoniano il fulgore di quei tempi, tanto che quattro di loro sono state classificate dall'Unesco come patrimonio dell'umanità.

 

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