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A volte ritornano: “La notte dei morti viventi” dal 31 ottobre al Cinema

00717401In pieno stile Halloween, quest’anno il cinema ha voluto regalare agli appassionati del genere e non solo, una pietra miliare del film horror più cult della storia del cinema con l’uscita nelle sale dell’originale capolavoro di George A. Romeo“La notte dei morti viventi”(1968).

Il filmracconta di una misteriosa radiazione proveniente da un altro pianeta che ha risvegliato i morti nelle tombe trasformandoli in zombie che attaccano, per cibarsene, tutti i vivi. La storia segue i personaggi Ben (DuaneJones) e BarbraHuss (Judith O'Dea) insieme ad altre cinque persone intrappolate nella casa colonica di un cimitero della Pennsylvania, che pullula di "morti viventi".

I tentativi di fuga da parte del gruppo falliscono miseramente e alcuni dei rifugiati finiscono sbranati dagli zombie, mentre le notizie che giungono dalla TV e la radio sono drammatiche. Le forze di polizia, ivolontari armati e l’esercito riescono infine a organizzarsi ed avere la meglio, raggiungendo anche la casa dove nel frattempo è rimasto vivo il solo uomo di colore.

Il film fu realizzato con un costo irrisorio e da una troupe di studenti universitari ma questo non ha impedito il grande esordio di Romero, il quale ha trasformato un’idea in un cult-movie importantissimo nella storia del cinema horror, dando così il via al filone del film sugli zombi.  Una sceneggiatura claustrofobica, quasi insostenibile nella suspense, un autentico capolavoro del genere. Si tratta di un film che ha 40 anni e che tuttora viene rieditato, non a caso e può essere considerato quindi un punto di riferimento.

La sceneggiatura fu scritta da John A. Russo e George A. Romero sotto il titolo di Monster Flick. Il regista s’ispirò al romanzo fantastico Io sono leggenda (I amlegend) di Richard Matheson, in cui un solo uomo è rimasto sulla terra dominata dai vampiri e ciò che Romero fece, fu solo quello di trasformare gli astuti succhiatori di sangue in creature quasi totalmente prive d'intelligenza e spinte solo dalla sanguinaria voglia di uccidere. Oltre al significato importante del film dove Romero cerca di attaccare l'indiscutibilità di certe istituzioni(come il governo americano,le forze dell'ordine e ancora di più la famiglia, che qui in preda al panico distrugge la speranza sovvertendo l'unione delle proprie forze con quelle degli altri sopravvissuti e rinchiudendosi in cantina), il capolavoro si respira nella tensione e nell'angoscia che dilaga per tutto il film, con inquadrature e giochi d'ombra degni di F.W. Murnau.

Nel 1968 un film come questo rappresentava un capostipite nella cinematografia del genere. La pellicola ha, poi, generato una serie di opere sugli zombie che si è trascinata per molti anni a venire. A quel tempo La Notte Dei Morti Viventi appariva come uno dei film che richiedevano più coraggio per entrare nelle sale cinematografiche e assistere alla proiezione.

 

Una raffinatissima evoluzione stilistica dell'horror, da studio psicologico sul potere evocativo della fantasia, a manuale pratico sull'angosciante insostenibilità della rappresentazione metaforica della realtà. Il regista veste qui i panni del cinico, serenissimo pessimista, come chi, nel cinema americano di quegli anni, tentava di scuotere nello spettatore il torpore della propria coscienza critica specchiandola nell'evidenza di una realtà moribonda.

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