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Prodotti di discount: non solo convenienti, ma anche buoni

spesa1Con il termine discount si intende una catena della grande distribuzione (GDO) che distribuisce prodotti di marca commerciale, spesso a marchio proprio, il cui prezzo risulta essere inferiore rispetto ai prodotti di brand piú noti.  E proprio quest'ultimo punto- il prezzo-l'aspetto distintivo dei discount. Coloro che si recano a fare acquisti nei discount sono guidati dalla necessitá di risparmiare sull'acquisto di una o piú tipologie di prodotti. Sanno bene che non troveranno  i biscotti visti in pubblicitá né il detersivo che promette alle massaie "un bianco che piú bianco non si puó" e a loro non importa.

La convenienza di un prezzo di molto inferiore rispetto ai prodotti pubblicizzati in televisione viene barattata con le promesse e i testimonial degli spot. La competitività dei costi è perseguita attraverso precise scelte commerciali che possono essere: vendita di marchi commerciali meno noti (come detto sopra), minore assortimento del punto vendita, abbattimento dei costi di personale, ottimizzazione dei sistemi di distribuzione e approvvigionamento. Nel nostro Paese i discount più noti sono quelli alimentari, ma esistono anche discount specializzati in altre categorie merceologiche.

Il primo discount viene aperto nel Nord Italia nel 1992 e non é stato subito amore a prima vista. I primi (e pochi) discount hanno dovuto fare i conti con la diffidenza degli acquirenti (specie donne) che associavano il basso prezzo dei prodotti ad una scarsa qualitá. Diffidenti e preoccupati di acqustare prodotti alimentari scadenti, i consumatori snobbavano i discount continuando a fare acquisti nel negozietto di fiducia o nei grandi supermercati. Tutt'al piú nei discount si acquistavano i prodotti il cui impatto sulla salute-in caso di scarsa qualità- era considerato minimo: tovaglioli di carta, bicchieri di plastica, deodoranti per la casa, detersivo per i piatti.

Vi era peró un altro motivo che spingeva i consumatori a tenersi a distanza dai discount: il timore del giudizio altrui. “Se Tizio vede mi vede entrare in un discount a fare spesa, penserà che sono tirchio o peggio che per risparmiare metto a rischio la salute dei miei cari, comprando prodotti di bassa qualità!” pensava la gente. La paura di essere accusati di spilorceria e il desiderio di emulazione ( “tutti in città fanno acquisti nei centri commerciali, allora lo devo fare anche io!”) erano tutti fattori che concorrevano allo scarso successo dei discount nel nostro Paese. I consumatori ci andavano a fare spesa nei discount ma non lo ammettevano!


E poi la svolta. Complice la crisi, che ha ridotto il potere di acquisto degli Italiani, i consumatori hanno abbandonato poco a poco la loro diffidenza preferendo puntare al risparmio. E con l'acquisto reiterato nel tempo hanno capito che questi prodotti non solo sono convenienti ma sono anche buoni quanto i prodotti della pubblicitá.
Se sono buoni quanto quelli perchè costano il 30%, 40% e 50% in meno? Perché non fanno pubblicità. I costi della promozione di un prodotto sono enormi. Bisogna contattare un'agenzia di pubblicità tanto per iniziare, che prende una provvigione (in genere del 5%). Poi i costi di produzione dello spot: attori, regista, fonici,...Infine bisogna contattare un centro media, che è l'intermediario tra le agenzie di pubblicità o l'impresa interessata e i media(televisione, radio, stampa,...) dove apparirà o sarà trasmessa la pubblicità. E ancora i costi di trasmissione dello spot televisivo- che variano da rete a rete e a seconda della fascia temporale (quella serale, ad esempio, raccogliendo un pubblico maggiore è senza dubbio la più costosa per le imprese). Ed ecco che i biscotti che vediamo in pubblicità costano il doppio rispetto a quelli presenti sugli scaffali di un discount. Chiarito questo punto, resta ancora il problema della qualità dei prodotti economici.

Possiamo davvero fidarci?

Altroconsumo, una delle associazioni di consumatori più nota nel nostro Paese, ha sottoposto a diverse verifiche quattro prodotti (spaghetti, passata di pomodoro, latte Uht e confettura di albicocche).

Ed ecco i risultati:

Spaghetti: il primo dato positivo riguarda la pulizia: Altroconsumo non ha trovato alcun tipo di impurità. Il giudizio degli assaggiatori è stato complessivamente positivo, anche se rispetto agli spaghetti di marca più noti, non raggiungono mai l'eccellenza. Ma non significa che non siano buoni!

Passata di pomodoro: non hanno problemi di frodi e sono mediamente migliori delle passate anche di marca. Le principali differenze tra i diversi prodotti emergono all’assaggio: quattro superano le prove con una valutazione buona, mentre le altre otto sono state meno apprezzate.

Latte a lunga conservazione Niente sostanze indesiderate, niente pesticidi o antibiotici; aflatossine entro i limiti di legge. E il sapore? Quattro i giudizi buoni e il resto promossi con piena sufficienza.

Confettura di albicocche: l’unico punto critico di tutta l’inchiesta è quello della qualità della confettura. Perché se è vero che costa poco, è anche vero che la metà delle volte è stata trovata meno frutta di quella dichiarata.

In definitiva, Altroconsumo afferma che in questo test e nei precedenti eseguiti mettendo a confronto prodotti di marchi noti e prodotti di discount non sono emersi problemi di sicurezza alimentare, né problematiche particolari relative alla qualità. Sempre dai test eseguiti dalla nota associazione di consumatori comparando i prezzi al chilo, è stato dimostrato che scegliere i discount si rivela un'ottima scelta in tempo di crisi.

Chi sceglie il discount in un anno spende meno della metà rispetto a chi fa la spesa nei supermercati tradizionali. E non si tratta di un risparmio da poco: passare dal più economico dei supermercati al miglior discount consente un risparmio di 3.600 euro.

 

 

 

 

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Discount

 

http://www.altroconsumo.it/vita-privata-famiglia/supermercati/news/discount-qualita-a-prezzi-bassi

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