imageimageimage
banner.jpg
banner-il-sole-del-sud.jpg



bannerliga.jpg

SALVIAMO L’ORCHESTRA DEL TEATRO DELL’OPERA!

protesta orchestra operaIl Consiglio d’Amministrazione del Teatro dell’Opera di Roma ha ufficializzato proprio nei giorni scorsi la propria decisione: l’orchestra e il coro di uno dei più prestigiosi bacini culturali d’Italia saranno interamente licenziati e, successivamente, esternalizzati.

Alla base del braccio di ferro condotto dai lavoratori, a suon di scioperi, manifestazioni e, addirittura, attraverso una plateale uscita di scena del direttore Riccardo Muti, vi è un deficit disastroso sulle spalle del teatro che, insieme al Comune di Roma, alla Regione Lazio e al Mibact, soci fondatori della struttura artistica, ha già cercato di iniziare un percorso di risanamento.

Il “licenziamento di massa”, ben centottantadue persone, tra fissi e aggiunti, è stata prospettata come una tappa necessaria e, forse, addirittura non sufficiente di questo cammino che, in caso contrario, avrebbe potuto portare ad una chiusura diretta dell’Opera di Roma.

I lavoratori in questione non sono stati i primi a subire le conseguenze di una mala gestione e della crisi generale che ha investito il nostro paese e l’intera realtà mondiale. Negli anni, infatti, altri numerosi musicisti e cantanti lirico-sinfonici sono stati estromessi dall’orchestra e dal coro per problematiche di budgeting sempre più consistenti. Sono stati progressivamente sostituiti sempre più da “membri aggiunti”, a causa del blocco dei concorsi del settore pubblico, portando, in questo modo, sia ad un aumento dei costi di gestione del teatro, sia ad una perdita di qualità e di identità della produzione artistica.

Gli “aggiunti”, infatti, sono strumentisti freelance convocati quando l’organico stabile non è sufficiente. Si pensi ora cosa potrebbe succedere se l’intera struttura orchestrale venisse totalmente cancellata a favore di elementi chiamati a lavorare di volta in volta. Si procederebbe non solo ad affidare la prestazione lirico-sinfonica alle cooperative esterne, costrette, a causa dell’ampia concorrenza, a ribassare i prezzi ma si formerebbe anche una squadra probabilmente priva di sintonia, di affiatamento, senza un vero legame armonico.

Senza contare che l’atto di licenziamento, così posto in essere, risulta in contrasto con la Legge Bray (art. 11, dl n. 91 del 2013) che, in caso di esuberi dipendenti da difficoltà finanziarie, prevede esclusivamente una “razionalizzazione del personale artistico”, non una totale cancellazione dell’organico.

È stata prospettata ai lavoratori licenziati la possibilità di formare loro stessi una cooperativa autonoma, mantenendosi così all’interno dell’Opera ma con una forma contrattuale totalmente diversa, non più un contratto a tempo indeterminato ma con una sorta di contratto a progetto.

Tale proposta, da parte del sovrintendente Carlo Fuortes, responsabile del Teatro dell’Opera, conferma l’intenzione di fondo dell’ente: risparmiare sui salari ed eliminare la gran parte dei diritti, a cui, però, non corrisponde una vera inadeguatezza musicale degli strumentisti e dei coristi.

Un’inadeguatezza dovuta ad una gestione scellerata costruita su una scarsa ricerca di sponsor privati, che sarebbero molto lieti di partecipare all’attività di un ente tanto prestigioso, e su allestimenti continuamente diversi, invece di riproporre opere di livello, quali ad esempio la Tosca o l’Aida, che, per essere veramente produttive, hanno bisogno di essere messe in scena più e più volte, come dimostrano le rappresentazioni estere.

In questo quadro, non è possibile non menzionare anche la consuetudine statale di tagliare progressivamente, di anno in anno, proprio il Fondo Unico dello Spettacolo (solo nell’ultimo decennio è stato di circa il 20% in meno), riduzione, inoltre, che viene resa nota solitamente in un periodo nel quale i teatri hanno già programmato le attività e il calendario dei mesi seguenti.

È una triste realtà quella che abbiamo di fronte e che si spera sia risolta nel migliore dei modi per salvaguardare il bacino culturale prodotto all’interno del Teatro dell’Opera di Roma, i lavoratori che vi esercitano la propria professione nel migliore dei modi e la qualità dell’offerta ai cittadini italiani e tutti coloro che ancora ritengono il nostro paese uno dei più floridi dal punto di vista artistico.

articoli più letti

Articoli recenti

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie privacy policy.