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Matera, dai sassi all’Europa

materaÈ Matera la città italiana candidata capitale europea per il 2019. Lo ha deciso una giuria capeggiata da Steve Green, il cui verdetto ha visto la città lucana avere la meglio sulle altre cinque candidate: Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia e Siena.

Dal 1993, anno in cui l’Unesco dichiarò i Sassi Patrimonio dell’Umanità, Matera ha fatto tantissimi passi in avanti, rimanendo alla stesso tempo praticamente immutata. La bellezza che la contraddistingue è infatti la sua caratteristica architettura scolpita nella pietra, che diventa un perfetto connubio tra uomo e natura e, per dirla come motivò l’Unesco ventuno anni fa, in questa città “l’equilibrio tra intervento umano e l’ecosistema mostra una continuità per oltre nove millenni, durante i quali parti dell’insediamento tagliato nella roccia furono gradualmente adattate in rapporto ai bisogni crescenti degli abitanti”.

È un quadro senza segreti Matera e nella sua facciata sono visibili tutti gli strati della sua storia: dall’epoca greca a quella romana, passando per il Medioevo e arrivando all’urbanistica moderna. Una semplicità sulla quale si è intervenuti poco nel tempo e di cui si è imparato a mostrare la povertà, estraendola dal degrado a partire dai primi decenni del secolo scorso. E allora la città è divenuta arte a cielo aperto e di lì sono seguiti i riconoscimenti dell’Unesco sino all’ultima candidatura a Capitale europea della cultura.

Ma un luogo di neanche 60.000 abitanti, non raggiungibile dai treni, chiuso, immutato, può davvero essere il simbolo del futuro? Il messaggio sembra essere proprio questo: l’innovazione non è uno stravolgimento dell’essenza, ma un profondo lavoro sulla propria natura, la capacità di rendere meravigliosi gli aspetti più semplici, senza nasconderne l’origine, ma anzi ostentandone la trasformazione.

Questa è l’arte. Questa è Matera.

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