Canone Rai: le critiche da parte degli italiani

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Il termine di pagamento del canone Rai scadrà venerdì 31 gennaio, e come ben si sa, ci sono parecchi mugugni da parte degli italiani per la prospettiva di pagare questa tassa, soprattutto dopo che molti di loro hanno saputo che la notizia sull’illegittimità di essa, circolata sul web, è falsa: il canone va pagato. Perciò, un sacco di contribuenti aggirano volentieri tale balzello, ma, come mai tanto astio per questa tassa? Proviamo a elencare le più diffuse lamentele:

Difficile ricezione in alcune provincie: sembrerebbe che in alcune provincie, il segnale dei canali digitali Rai fatichi ad arrivare, permettendo di vedere solo gli storici Rai uno, Rai due e Rai tre.

Spot pubblicitari: sono ben tre gli spot mandati in onda per sollecitare il pagamento del canone; spot che il pubblico ha trovato di pessimo gusto, soprattutto per l’impiego di bambini nel primo dei tre e per lo stampo qualunquista del secondo.

Inutilità della televisione: ormai la maggior parte delle persone guarda i programmi e reperisce notizie tramite i computer, giudicando inutile la tassa e il possesso della televisione in generale.

Pessima qualità dei programmi e presenza di pubblicità: la Rai è accusata di trasmettere programmi di bassa qualità che non corrispondo all’importo pagato e la pubblicità che dovrebbe essere esonerata nel servizio e giustificata solo in tv private.

Le altre critiche si differenziano poche da quelle elencate qui sopra, il punto è che il pagamento del canone è una disputa annosa e che difficilmente porterà a qualche risultato concreto. I più fiduciosi pensano che con l’aumento della tassa ci sarà spazio per programmi migliori o qualche alternativa più interessante di ciò che trasmettono adesso. L’unica cosa sicura è che il canone Rai rimarrà al primo posto delle tasse più indigeste degli italiani.