Sesso, tabù e racconti biblici al Teatro Argentina: Goltzius and the Pelican company.

Dal 12 al 16 Novembre il teatro Argentina ha ospitato la proiezione di “Goltzius and the Pelican Company” di Peter Greenaway creando un “progetto culturale oltre gli schermi” per “un’opera colossale che travalica i generi di fruizione classica”.

Film inconsueto, presentato alla settima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, nella sezione cinema XXI, non accettato in Italia dalla grande distribuzione, ha trovato luogo di diffusione nel magnifico spazio di alcuni teatri italiani, tra cui il teatro Argentina. Quest’opera, che riflette sulla rappresentazione e sulla visione, travalicando gli schemi, allaccia inusuali legami tra tecniche e modelli di narrazione distanti e incontra, nello spazio teatrale, la sua più alta valorizzazione. Nei prossimi mesi è in programma la sua distribuzione in Italia in alcune sale cinematografiche d’essai.

Secondo capitolo della trilogia sui grandi artisti olandesi (il primo era Nightwatching su Rembrandt) il film è incentrato su uno dei primi grandi incisori olandesi del barocco, Heindrik Goltzius. L’ambientazione è un’onirica e spettacolare corte d’Alsazia, al cui interno Goltzius e la sua compagnia tentano di convincere il margravio di Alsazia a finanziare il progetto di una serie di opere illustrate, mettendo in scena, per allietare la corte, le rappresentazioni di alcuni controversi racconti biblici su sei tabù legati al sesso: fornicazione, incesto, adulterio, pedofilia, prostituzione e necrofilia. Durante il film si susseguono le rappresentazioni molto realistiche delle storie di Adamo ed Eva, di Lot e delle sue figlie, di Davide e Betsabea, di Putifarre e sua moglie, di Sansone e Dalila, di Salomé e Giovanni Battista.

Sperimentazione visiva e ibridazione dei diversi linguaggi narrativi sono le cifre stilistiche dell’autore. Lo spettatore resta intrappolato ed affascinato dalla molteplicità degli sguardi possibili. I corpi nudi si intrecciano in un ambiente ricreato digitalmente. L’arte, il sesso, e la religione, la mercificazione dei corpi, il potere e la subordinazione, sono alcuni dei temi trattati da Greenaway, che porta avanti un esperimento complesso, a tratti eccessivo, che, tuttavia, rapisce gli occhi e la mente di chi lo guarda.

 

Da non perdere gli altri appuntamenti dell’iniziativa del Teatro di Roma “Cinema sul Sipario”: dopo la proiezione del film di Greenaway, il palco dell’Argentina ospiterà le proiezioni di un documentario di Jacopo Quadri, La scuola d’estate, dell’ultimo progetto cinematografico di Ascanio Celestini, e di altri eventi ancora in cantiere.

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