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La mobilità urbana rivoluzionata da Uber, nel bene e nel male.

cesarioUber, lanciata nel 2010 a San Francisco, in meno di 4 anni ha raggiunto una valutazione di mercato di quasi 19 miliardi di dollari, opera in oltre 200 città sparse in 45 paesi, si è diffusa in tutto il mondo e ha rivoluzionato la mobilità urbana e i normali servizi di taxi. Entusiasmo e aspre polemiche, però, non mancano.

Tempi di record per Uber che si avvia a eguagliare Facebook, ma nella metà del tempo. L'app che fornisce un servizio di auto con conducente, a soli cinque anni dal lancio potrebbe sfondare la soglia dei 10 miliardi di ricavi entro il 2015. Un tetto che dovrebbe raggiungere anche Facebook, che perà si prepara a compiere 10 anni. si tratta di cifre da capogiro. Al punto che la start up potrebbe sbarcare in Borsa entro un paio d'anni con una valutazione di oltre 50 miliardi di dollari. Non male per un'applicazione che dal giorno del lancio ha attirato le ire dei tassisti di tutto il mondo. La crescita di Uber, comunque, pare destinata a non fermarsi: lunedì dovrebbe essere annunciato un accordo con Spotify, che porterà la musica in streaming nelle auto a disposizione dei passeggeri che le hanno prenotate. Già nel 2011, poi, Spotify si era alleata con Facebook, mentre Uber ha stretto una serie di partnership, da Starbucks alla National Football League, per raggiungere la più ampia feta di pubblico possibile.

Il modello di business di Uber prevede che la società trattenga il 20% di ogni transazione attraverso la propria app: se quindi l'anno i ricavi arrivassero davvero a 10 miliardi, per il gruppo i margini sarebbero di 2 miliardi. Una cifra che, però, potrebbe non bastare a portare in utile l'ormai ex star up: Uber, infatti, spende e investe decine di milioni in marketing per attrarre nuovi clienti e nuovi autisti. Da un lato offrendo corse gratuite ai nuovi clienti, dall'altro garantendo assistenza e rimborsi agli autisti che subiscono contravvenzioni: soprattutto nei paesi come l'Italia dove la normativa non è chiara. In ogni caso la sua crescita nei prossimi due anni sembra incontrastata, con ricavi che dovrebbero salire del 300% sia quest'anno sia nel 2015. Sembrerebbero tutte rose e fiori in casa Uber, ma non è così. Qualche mese fa, quando Uber è sbarcata in Italia, a Genova, Milano e Roma si sono verificate intere sommosse da parte delle associazioni dei tassisti, come d’altronde si era già verificato in Germania ed Inghilterra. Non solo. Due mesi fa il direttore di Uber a New York Josh Mohrer avrebbe utilizzato la modalità "God View", per vedere dall'alto tutti gli spostamenti di un giornalista attraverso il servizio di trasporto privato. Anzi, in realtà l'ha dichiarato lui stesso alla giornalista, che aveva preso una macchina Uber proprio per andare a intervistare Mohrer. E all'arrivo, ha saputo dal direttore stesso di essere stata monitorata per tutto il tragitto.

Il problema è che la reporter non era stata avvisata prima, e a quanto sembra non era nemmeno la prima volta che veniva monitorata: in un precedente scambio di mail tra i due, Mohrer aveva candidamente allegato un registro degli spostamenti della donna su auto Uber. Gli incidenti hanno scatenato un'ondata di tweet che chiedono il boicottaggio di Uber. Boicottaggio che negli ultimi mesi sembra essere aumentato vertiginosamente dopo altre pesanti accuse mosse contro l’azienda di San Francisco. Rapimenti, violenze sessuali, clienti aggrediti e malmenati, dipendenti che si fingono utenti per sbaragliare la concorrenza, fondi neri, sorveglianza elettronica dei movimenti dei passeggeri, intimidazioni nei confronti dei dipendenti della concorrenza e minacce ai giornalisti. Sono solo alcune delle accuse venute fuori negli ultimi tempi. Denunce di violenze sessuali sembrano essere ormai all'ordine del giorno. Quelle più recenti sono avvenute a New York e a Chicago. La trama sembra essere sempre la stessa: la viaggiatrice è giovane, a volte leggermente inebriata. In più di un caso gli autisti offrono un tour gratuito della città, concluso con la molestia. A Washington, di recente, un autista di Uber è stato protagonista di un vero e proprio rapimento nel traffico e inseguimento poliziesco. Da San Francisco infine arrivano storie di passeggeri malmenati e presi a martellate dai conducenti delle auto. L'elenco delle rimostranze nei confronti del trasporto crowdsourcing sta diventando così lungo che di recente C/net, uno dei maggiori media dell'informazione tecnologica Usa, si domandava se fosse sicuro o meno usare Uber. I termini d'uso del servizio sarebbero così ampi che assolvono la compagnia da qualsiasi responsabilità civile e penale in caso di incidente e di ferite e le permettono di evitare qualsivoglia responsabilità per le azioni dei suoi autisti. Ecco perché negli Stati Uniti e in Europa si sta allargando sempre di più il fronte di chi intende boicottare Uber. Del resto le alternative non mancano. Non solo taxi o mobilità pubblica urbana, sono ormai molte, infatti, le società di noleggio auto e car sharing attive in molte città, a prezzi davvero competitivi. Se poi si volesse risparmiare ancora di più, e guadagnarne in salute, si può sempre prendere la bicicletta o fare due passi. Il nostro fisico non disprezzerebbe.

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