imageimageimage
banner.jpg
banner-il-sole-del-sud.jpg



bannerliga.jpg

Un Giornalismo Differente: le parole che cambiano il mondo.

giornalismoI giornalisti italiani non seguono i cambiamenti della società e continuano ad utilizzare un linguaggio inadeguato quando trattano tematiche quali violenze di genere e femminicidio. E’ per queste ragioni che il blog collettivo NarrAzioni Differenti, che da tempo si occupa di analizzare il linguaggio e la comunicazione mediatica dal punto di vista di genere, ma anche da quello antirazzista, antisessista e antidiscriminatorio, ha lanciato la campagna #GIORNALISMODIFFERENTE.

Lottare per un giornalismo differente è importante perché le parole hanno un grande potere, contribuiscono a cambiare la nostra società. Il nostro linguaggio quotidiano e ancor più quello utilizzato dai media plasma la nostra percezione dell’esistente. La realtà influenza le rappresentazioni e le rappresentazioni influenzano la realtà. In considerazione di ciò, l’esigenza di un giornalismo che si approcci in maniera diversa alle tematiche di violenza di genere diventa pressante. Il 25 novembre giornata internazionale della violenza sulle donne, è stata lanciata dal blog NarrAzioni Differenti la campagna GiornalismoDifferente per aiutare il giornalismo italiano ad evolvere e migliorare.

Le prime rivendicazioni riguardano le possibili giustificazioni che vengono date agli assassini che commettono femminicidi. Spesso si trovano nelle testate nazionali riferimenti alla situazione di crisi economica, alla depressione o al raptus di follia. Ma il femminicidio, che è sempre esistito, non avviene per colpa della crisi economica, ma della cultura patriarcale che identifica la donna con un bene posseduto dall’uomo. Inoltre non è causato da un raptus di follia ma è spesso l’ultimo di una serie di atti di violenza fisica e psicologica che per anni la donna è costretta a subire. La campagnaGiornalismoDifferente lotta per una rappresentazione diversa della donna anche attraverso le immagini che accompagnano gli articoli. Nella maggior parte dei casi, infatti, vicino ad articoli che trattano di violenza sessuale efemminicidi troviamo foto della donna in bikini a sottolineare la sua avvenenza anche da morta, e superflue descrizioni dell’aspetto fisico e dell’abbigliamento della vittima, che lasciano passare in il messaggio sbagliato che la vittima è stata aggredita ed uccisa perché sexy e vestita in modo succinto. La campagna lotta anche contro l’utilizzo della parola capofamiglia, che,pur non esistendo giuridicamente da 40 anni, è ancora corrente nel giornalismo italiano perché retaggio di una cultura maschilista, ed infine contro il trattamento linguistico-mediatico riservato a persone LGBTQI, soprattutto per quel che riguarda LE transessuali, di cui i media parlano constantemente al maschile: una persona che ha scelto di cambiare la sua identità sessuale ha diritto al rispetto delle sue faticose conquiste ereditarie.

I punti della campagna sono:

1. Un femminicidio non è colpa della disoccupazione / della depressione / della passione

2. Non è il raptus che uccide!

3. No alle pornovittime!

4. Cosa indossa una vittima di violenza? Chissenefrega!

5. Il capofamiglia non esiste più!

6. unA transessuale, al femminile!

 

Per aderire alla campagna bisogna inviare la propria adesione, singola o collettiva a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Il manifesto per il Giornalismo Differente, con tutte le sue adesioni, sarà inviato all’attenzione delle principali testate nazionali. E per promuoverla si può diffondere l’hashtag #giornalismodifferente su Twitter unito alle proprie rivendicazioni, taggando le principali testate italiane.

 

 

Fonte : http://narrazionidifferenti.altervista.org/campagneprogetti/giornalismodifferente/

articoli più letti

Articoli recenti

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie privacy policy.