imageimageimage
banner.jpg
banner-il-sole-del-sud.jpg



bannerliga.jpg

Tra disoccupati e Neet, UE sempre più povera

Senza-lavoro-con-il-nuovo-DL-76-13-si-disoccupati-anche-con-reddito-minimo-400x270La crisi economica continua a mietere vittime. Stando all'ultimo rapporto sull'impatto della crisi economica presentato dalla Caritas il 19 febbraio scorso a Roma, la situazione in Europa peggiora di anno in anno, anziché migliorare, a dispetto delle previsioni di insigni economisti.

Una persona su 3 è a rischio povertà nei 7 Paesi 'deboli' della Ue (Italia, Portogallo, Spagna, Grecia, Irlanda, Romania e Cipro). A fronte di un rischio di povertà o esclusione sociale del 24,5% nella Ue a 28, nei sette Paesi è al 31% (28,4% in Italia). Sul fronte dell'occupazione, lo studio ha sottolineato come nel continente assista a una tendenza generale alla precarizzazione del lavoro, alla diminuzione delle ore lavorate e all'incremento del tasso di lavoro part-time (con conseguente diminuzione dei redditi). Ma il dato più preoccupante è sicuramente quello relativo alla disoccupazione, passato dal 10,4 al 10,8% dal 2012 al 2013 . Nell’Unione a 28 stati nell'aprile 2014 2014 erano più di 25 milioni i cittadini privi di lavoro (8,4 milioni in più rispetto al dato precrisi del 2008).

 

A pagare il conto salato di una crisi economica che si rivela sempre più strutturale sono i giovani.  Oltre  5 milioni i disoccupati sotto i 25 anni (pari al 22,5%),mentre la percentuale di Neet è del 13% (18% nei paesi deboli). Chi sono i Neet? Neet è un acronimo inglese che sta per Not (engaged ) in Education, Employment or Training”. Per chi non avesse dimestichezza con l'inglese: i Neet sono i giovani non iscritti all'università né ad altro corso di formazione o aggiornamento, né impegnati in stage o tirocini.

 

 La crisi che ha colpito il mercato del lavoro in Europa e nel nostro Paese ha fatto tramontare definitivamente la certezza che avere un titolo di studio aprisse le porte ad una carriera lavorativa di successo. Avere una laurea o un master non è più garanzia di un posto di lavoro. Sempre più giovani svolgono professioni per le quali il loro titolo di studio è superfluo. Cassieri, camerieri, addetti alla reception con laurea specialistica e un master che vedono svanire nel nulla le loro ambizioni e le loro speranze in un futuro lavorativo ricco di soddisfazione e crescita personale. A ciò, si uniscono i costi per l'istruzione sempre più alti e le difficoltà di ottenere borse di studio o altre agevolazioni per proseguire il proprio percorso di formazione. Per questo molti giovani rinunciano in partenza e finiscono, appunto, nella generazione Neet. Tra questi, poi, vi sono i migliaia di giovani che, esasperati da mesi o da anni di ricerca incessante di un posto di lavoro, dopo aver inviato migliaia di curriculum, si arrendono alla loro condizione di inoccupati cronici.

 In questo modo le imprese italiane ed europee lasciano a casa migliaia di giovani che potrebbero contribuire a rilanciare l'economia.

 

 

 

 

 

 

Fonte:

 

http://s2ew.caritasitaliana.it/materiali/Europa/Rapporto2015/CaritasCrisisReport_2014_IT.pdf

articoli più letti

Articoli recenti

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie privacy policy.