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La tutela dei minori di fronte all'avanzata dei new media

La tutela pubblicistica dei minori a livello nazionale: il Testo Unico e il Codice di autoregolamentazione

 

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Nell'era dell'information technology tutto è tecnologia. La tecnologia, da elemento accessorio della vita quotidiana, ha finito per assumere via via un ruolo centrale, tanto che oggi talune attività elementari (come gli acquisti o la lettura di un periodico, la ricerca di un numero telefonico) sono impensabili senza il possesso di un computer e di una connessione internet.

C'è un fatto che salta subito agli occhi: i minori trascorrono gran parte del loro tempo utilizzando i nuovi media. Diminuisce la fruizione passiva della televisione, ed aumenta invece la fruizione dei mezzi interattivi quali smartphone e computer, con due importanti conseguenze dal punto vista psico-sociale: da un lato, cambiano le modalità di interazione sociale, dall'alto si modificano le modalità di apprendimento e di educazione dei giovani. 

Al contatto diretto con i propri coetanei- che in passato si configurava come incontro con i compagni di scuola o con gli amici nella piazzetta del paese o la pratica di sport di squadra- si è sostituito un contatto sempre meno diretto e sempre più intermediato dalle nuove tecnologie, con un conseguente impoverimento di quei legami sociali che per secoli hanno rappresentato il collante della società. Un elemento che ha contribuito a modificare le modalità di interrelazione è stato lo sviluppo dei social network (in primis facebook), che hanno consentito di interagire con amici e compagni di classe in qualunque momento ed in qualunque luogo: da qui la pervasività della tecnologia che ha abbattuto i confini spazio- temporali.

La maggiore fruizione delle nuove tecnologie ha però portato un'ulteriore conseguenza: la sempre maggiore centralità di questi mezzi nello sviluppo psico-sociale dei minori. Il deterioramento progressivo della qualità dell'istruzione in Italia a seguito dei numerosi tagli e la minore incidenza del ruolo della famiglia nell'educazione dei fanciulli, fa sì che i minori acquisiscano i loro modelli di riferimento non tanto nell'ambito delle loro conoscenze (genitori, sorelle e fratelli, parenti) ma proprio dai media.

La televisione, ma non solo, veicola una varietà di personaggi che i minori assumono come modelli di riferimento, con conseguenze spesso devastanti sulla formazione della personalità dei più giovani. Oggi velice, calciatori, modelle sono i punti di riferimento degli adolescenti e questo spiegherebbe anche in parte i bassi profitti dell'industria culturale in Italia ed il scarso interesse, in generale, per la cultura.

Le Istituzioni, in virtù del diritto sacrosanto dei minori alla “salute fisica e mentale” (riconosciuto dalla Convenzione dell'Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza) si sono dotati di strumenti idonei a limitare il più possibile le influenze nocive di televisione e radio sullo sviluppo psico-fisico dei più giovani. A livello nazionale, la tutela pubblicistica dei minori trova espressione in due fonti principali:

 

1)   Testo Unico dei Servizi di Media Audiotelevisivi e radiofonici (chiamato semplicemente Testo Unico) introdotto con d.lgs n. 177/2005 e modificato dal d.lgs. n. 44/2010, con il quale è stata recepita la direttiva comunitaria n. 2007/65/CE che ha introdotto importanti novità in materia di tutela dei minori;

2)         Codice di autoregolamentazione TV e minori, del 29 novembre 2002 che, pur essendo fonte di autoregolamentazione, ha trovato espresso riferimento nel Testo Unico.

 

In particolare, il Codice di autoregolamentazione TV e minori svolge in primo luogo una funzione di alfabetizzazione televisiva, ovvero, di concerto con la scuola, deve educare ad un uso corretto del mezzo stesso, scongiurando eventuali dipendenze o distorsioni di uso. Concretamente, le norme contenute nel Codice di autoregolamentazione, riguardano i seguenti ambiti disciplinari:

contenuto dei programmi e collocazione

   pubblicità

   presenza di minori in programmi televisivi

   eventuali sanzioni

Il palinsesto televisivo è suddiviso in fasce orarie: fascia protetta (dalle 16.00 alle 19.00), fascia per tutti (dalle 7.00 alle 16.00 e dalle 19.00 alle 22.30) e fascia per un pubblico di soli adulti (dalle 22.30 alle 7.00). E' assolutamente vietato alle emittente televisive la trasmissione in fascia protetta di programmi o pubblicità il cui contenuto non sia idoneo alla visione di un pubblico di minori.

 

Inoltre, le emittenti televisive si impegnano:

 a)  non trasmettere immagini di minori autori, testimoni o vittime di reati e in ogni caso a garantirne l’assoluto anonimato, anche secondo quanto previsto dall’art. 25 della legge n. 675/96 nonché dal Codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica;
b) non utilizzare minori con gravi patologie o disabili per scopi propagandistici o per qualsiasi altra ragione che sia in contrasto con i loro diritti e che non tenga conto della loro dignità;
c) non intervistare minori in situazioni di grave crisi (per esempio, che siano fuggiti da casa, che abbiano tentato il suicidio, che siano strumentalizzati dalla criminalità adulta, che siano inseriti in un giro di prostituzione, che abbiano i genitori in carcere o genitori pentiti) e in ogni caso a garantirne l’assoluto anonimato;
d) non far partecipare minori a trasmissioni in cui si dibatte se sia opportuno il loro affidamento ad un genitore o a un altro, se sia giustificato un loro allontanamento da casa o un’adozione, se la condotta di un genitore sia stata più o meno dannosa;
e) non utilizzare i minori in grottesche imitazioni degli adulti.

 

 Ai programmi di informazione è inoltre vietato l'utilizzo di  immagini di violenza o di sesso che non siano effettivamente necessarie alla comprensione delle notizie

 In ogni caso, le emittenti televisive devono  adottare sistemi di segnalazione dei programmi di chiara evidenza visiva in relazione alla maggiore o minore adeguatezza della visione degli stessi da parte  del pubblico dei minori all’inizio di ciascun blocco di trasmissione, con particolare riferimento ai programmi trasmessi in prima serata;  Per quanto concerne la pubblicità, le Imprese televisive si impegnano a controllare i contenuti della pubblicità, dei trailer e dei promo dei programmi, e a non trasmettere pubblicità e autopromozioni che possano ledere l’armonico sviluppo della personalità dei minori o che possano costituire fonte di pericolo fisico o morale per i minori stessi dedicando particolare attenzione alla fascia protetta.

 

 

E’ necessario, tuttavia, ribadire l’invito ai genitori alla massima sorveglianza. Infatti, nonostante nel nostro Paese la tutela pubblicistica dei minori sia efficiente, primario è il ruolo della famiglia nell’educazione dei più piccoli. E’ necessario che siano i genitori a vigilare in prima persona sul contenuto dei programmi televisivi e sull’utilizzo dei media da parte dei loro figli.

 

 

Fonte: Altalex

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