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Rientro dei capitali, istruzioni per l’uso: ecco la circolare dell’agenzia delle Entrate per dipanare i dubbi sulla voluntary disclosure

Mediante la circolare 10/E del 13 marzo 2015 l'Agenzia delle Entrate ha dato le sue indicazioni per esercitare la procedura volontaria prevista dalla voluntary disclosure. Le istruzioni contenute nella circolare sono destinate all'amplia platea di contribuenti che hanno occultato capitali all'estero e sono interessati alla regolarizzazione mediante la procedura straordinaria di collaborazione volontaria prevista dalla legge sul rientro dei capitali, introducendo il reato di autoriciclaggio (legge 186/2014).

Entro il 30 settembre 2015, i contribuenti che intendono beneficiare della procedura straordinaria per rimettersi al riparo spontaneamente dalle omissioni e dalle irregolarità commesse fino al 30 settembre 2014 in materia di emersione e rientro di capitali, possono consultare le istruzioni della circolare sulle modalità di accesso alla procedura di voluntary disclosure, sulle cause di inammissibilità, sulle imposte e sanzioni amministrative dovute e sugli effetti in ambito penale.

Oltre alle persone fisiche, agli enti non commerciali, alle società semplici e alle associazoni equiparate, fiscalmente residenti in Italia, che abbiano violato gli obblighi in materia di monitoraggio fiscale, possono aderire alla voluntary disclosure anche coloro che, pur non essendo residenti (la circolare cita esplicitamente i casi di artisti e sportivi stranieri), abbiano comunque, di fatto, fissato il proprio domicilio o la residenza in Italia per la maggior parte del periodo di imposta.

Possono partecipare, inoltre, anche i cosiddetti "estero residenti fittizi", ossia gli italiani che pur risultando stabilmente fuori confine (sono iscritti all'Aire) in realtà hanno mantenuto il domicilio in Italia o continuato a dimorare nel Paese, i "residenti nei paradisi fiscali" (individuati nella black list delle persone fisiche), i "soggetti esterovestiti", i trust e trust esterovestiti.

La circolare conferma che le richieste di attivazione della voluntary andranno presentate esclusivamente per via telematica e che l'Agenzia invierà una comunicazione attestante l'avvenuta ricezione. Per quanto concerne la relazione di accompagnamento e il contraddittorio, entro i trenta giorni successivi alla presentazione della domanda, e comunque non oltre il 30 settembre 2015, i contribuenti dovranno inviare la relativa documentazione all'indirizzo di Posta elettronica certificata (Pec) indicato nella ricevuta, assieme a una relazione contenente, per ciascuna annualità d'imposta, la descrizione analitica delle informazioni e dei dati riportati in sintesi nella richiesta. In particolare, la relazione di accompagnamento comprende i dati relativi a: 1) l'ammontare degli investimenti e delle attività di natura finanziaria costituite o detenute all'estero, anche indirettamente o per interposta persona; 2) la determinazione dei redditi che servirono per costituirli o acquistarli, nonché dei redditi che derivano dalla loro dismissione o utilizzazione a qualunque titolo; 3) la determinazione degli eventuali maggiori imponibili, ancorché non connessi con le attività costituite o detenute all'estero

La procedura si potrà perfezionare esclusivamente in seguito al versamento di tutte le somme dovute, in un'unica soluzione oppure in tre rate di pari importo. L'Agenzia evidenzia che comunque non è prevista la possibilità di avvalersi dello strumento della  compensazione.

Gli effetti premiali della collaborazione volontaria, oltre alla riduzione delle sanzioni, riguardano anche alcuni reati espressamente indicati nella normativa di riferimento (dichiarazione infedele, dichiarazione fraudolenta mediante documenti falsi, dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, omessa dichiarazione, omesso versamento di ritenute certificate, omesso versamento Iva) per i quali la punibilità è esclusa.

 

Tale ultima circostanza, si evidenzia, è limitata alle fattispecie indicate nella normativa e non è applicabile indistintamente a tutte le tipologie di reati che possono essere integrati , ad esempio, dalla condotta di chi ha trasferito all'estero proventi sottratti a tassazione in Italia. Si ribadisce che la procedura non preclude per l'Amministrazione la possibilità di effettuare ulteriore attività di accertamento e che le imposte, unitamente agli interessi, sono dovute per intero.

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