imageimageimage
banner.jpg
banner-il-sole-del-sud.jpg



bannerliga.jpg

La trasparenza dei fondi strutturali può portare ad una maggiore efficienza ed efficacia nel loro impiego da parte delle Regioni?

La maggiore trasparenza nell’impiego dei fondi strutturali mediante l’armonizzazione dei bilanci degli enti territoriali e del sistema contabile delle regioni è in grado di determinare – per via di una più completa analisi economica e di più dettagliato controllo contabile e gestionale - anche una maggiore efficienza nel loro utilizzo? La risposta meriterebbe un excursus approfondito della normativa contabile degli enti territoriali ma in questa sede ci limiteremo per ovvie ragioni di spazio ai tratti essenziali di alcuni istituti in particolare.

Tanto per cominciare, gli importanti effetti dell’armonizzazione contabile sul “sistema delle regioni” sono da correlare, da un lato, alla novella costituzionale che ha ricompreso l’armonizzazione dei bilanci pubblici tra le materie di legislazione esclusiva dello Stato - art. 117, co.2, Cost., modificato dall’art. 3, co.1, lett. a, l. cost. n.1/2012 e, dall’altro, al rafforzamento dei controlli sulle Regioni, attraverso il d.l. n.174/2012, convertito dalla l. n.213/2012, nel contesto del potenziamento delle verifiche della Corte dei conti sulla finanza territoriale.

 

Certamente le vicissitudini legate al complicato processo di attuazione della programmazione dei fondi strutturali 2007-2013 hanno evidenziato che il più efficace ed efficiente utilizzo delle risorse della politica di coesione è strettamente correlato ad un maggiore efficientamento della capacità progettuale e delle complessive capacità istituzionali, amministrative e gestionali, a livello centrale e locale. Del resto, la fase di sperimentazione del nuovo modello contabile i cui esiti hanno portato ad approvare il decreto legislativo n.126/2014, avevano altresì evidenziato, sia sul versante   degli Enti locali che nel comparto delle Regioni, diverse criticità ad approcciare in maniera innovativa e coerente i profili della programmazione, della gestione e della rendicontazione delle risorse.

 

Oltretutto nella cornice delle disposizioni comunitarie finalizzate a perfezionare il monitoraggio dell’osservanza delle regole di bilancio, attraverso  la previsione di quadri unici di bilancio per tutti i sotto-settori nei quali si dirama l’amministrazione di ciascun Stato membro, è da evidenziare la recente legge europea 2013-bis che potenzia  ed amplifica il ruolo della magistratura  contabile nella verifica dei dati di bilancio di tutte le pubbliche amministrazioni, previa definizione di metodologie e linee guida destinate agli organismi di controllo interno e agli organi di revisione contabile

 

Per quanto riguarda in articolare il nostro Paese, l’art. 30, l. 30 ottobre 2014, n. 161, ispirandosi ai principi della direttiva 2011/85/UE del Consiglio dell’Unione europea - recepita con il d.lgs. 4 marzo 2014, n. 54   in materia di caratteristiche dei quadri di bilancio degli Stati membri – assegna rilevanza comunitaria alle verifiche effettuate dalla Corte dei conti sui bilanci di tutte le amministrazioni pubbliche.  Anche sotto questo punto di vista l’introduzione di regole contabili uniformi assume forse una maggiore valenza ed impatto per le Regioni, storicamente dotate di autonomi sistemi contabili, con esplicite ricadute sulla confrontabilità degli andamenti finanziari e gestionali del comparto e, conseguentemente, sull’effettività dei controlli previsti dalla legge.

 

In questo senso, le Regioni risultano a pieno titolo interessati dal processo di armonizzazione contabile. In maniera speculare agli altri enti territoriali, le Regioni risultano vincolate a conformare la propria gestione ai principi generali ed applicati allegati al d.lgs. 118/201, nella nuova formulazione per quanto riguarda in particolare gli aspetti della programmazione, competenza finanziaria, contabilità economico-patrimoniale e del bilancio consolidato.

L’ente regionale, inoltre, ha l’obbligo di adottare un piano dei conti integrato, da raccordare a quello degli enti pubblici di cui al d.lgs. n.91/2011, per permettere il consolidamento e il monitoraggio delle amministrazioni pubbliche con il sistema europeo dei conti nazionali (art. 4, d.lgs. n.118/2011 emendato). Conseguentemente si evidenziano con riguardo alle Regioni, le medesime criticità concernenti il riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi, il fondo crediti di dubbia esigibilità e la sua connessione con il risultato di amministrazione. Occorre però sottolineare che risulta comunque più incisivo l’impatto dell’armonizzazione contabile sul comparto regionale che, nel titolo III del novellato d.lgs n.118/2011, contiene oggi il proprio ordinamento contabile (artt. 36-74).

Infine, occorre ricordare ce le nuove norme valgono in via diretta per le Regioni a statuto ordinario, ma ne è opportunatamente prevista l’estensione alle regioni a statuto speciale/Province autonome.

 

articoli più letti

Articoli recenti

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie privacy policy.