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Mark Twain, il cantore dell'allegria

 

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Un approccio dissacratore nei confronti della vita. Una conoscenza sottile dell’animo umano e delle sue trappole, grandi e piccole. Una capacità di cogliere nei personaggi di tutti i giorni, anche quelli apparentemente più oscuri ed anonimi, le coordinate della coscienza universale. Un’esigenza di libertà, considerata come condizione ultima e essenziale a cui l’uomo, in tutte le sue manifestazioni, aspira: libertà da convenzioni sociali troppo opprimenti, libertà di pensiero e di espressione.

Un amore per la natura e la vita, in tutte le sue forme, che si contrappone a una diffidenza per i depositi culturali del passato, che spesso pesano sui destini umani come gravosi cimeli. Tutto questo è Mark Twain, al secolo Samuel Langhorne Clemens, giornalista, tipografo, battelliere sul Mississippi, minatore, imprenditore, ma soprattutto  scrittore di romanzi e racconti rimasti immortali.

Tra le sue opere, oltre a Le avventure di Huckleberry Finn (1884), citiamo Il famoso ranocchio saltatore della Contea di Calaveras e altre storie (1867), Gli innocenti all’estero, cronaca pungente di un suo viaggio in Europa e Terra Santa in quegli anni, Le avventure di Tom Sawyer (1876), classico della letteratura per ragazzi, Il Principe e il Povero (1881) Vita sul Mississippi (1883), dove descrive le sue esperienze di battelliere tra il 1857 e il 1861, Un americano alla corte di Re Artù (1889), Il diario di Adamo ed Eva (1906) e molte altre, tra racconti, cronache e brevi saggi. Queste opere sono rimaste a noi, da un altro secolo, come cristalli imprigionati nella roccia, a disposizione di chiunque voglia estrarli e farne tesoro.

In questi tempi complicati e confusi in cui il pessimismo nei confronti della vita associata, della politica e delle sorti umane serpeggia in modo sempre più subdolo e strisciante, mi sembra assolutamente legittimo e auspicabile proporre dei modelli positivi che ci aiutino a trovare qualche luce nell’oscurità.

Mark Twain è un campione di una visione ottimista delle cose, nonostante nell’ultima parte della sua vita la sua amarezza per le vicende che lo circondavano aumentò. Tale ottimismo ovviamente non significa superficialità e sottovalutazione delle situazioni ma saggezza nel cogliere sempre la parte di leggerezza ed ironia che contraddistinguono i fatti umani.

Mark Twain era nato nel 1835, a Florida, nel Missouri ed è morto nel 1910, qualche anno prima dello scoppio della I° guerra mondiale. Un'altra epoca si direbbe eppure quanto è ancora forte e attuale il suo messaggio. Di lui il suo collega Ernest Hemingway scrisse che Tutta la letteratura moderna statunitense deriva dal libro Huckleberry Finn. E’ il miglior libro che possediamo e tutti gli scritti americani derivano da quello. Non c'era niente prima e non c'è stato niente di così buono dopo".  Questo giudizio fece eco quello di un altro grande autore americano, William Faulkner, secondo cui Twain era stato il primo vero scrittore americano. Da alcuni Twain venne paragonato al grande poeta vitalista Walt Whitman, suo quasi coetaneo. Le opere di Mark Twain sono ottimi farmaci per una cura di allegria, buon umore e saggezza tipicamente americana e al tempo stesso anticonformista. Quello che fa davvero grande questo autore, che scelse il suo pseudonimo in onore della temporanea professione di battelliere sul Mississippi (mark twain vuol dire segna due, cioè due fathoms (4metri) di profondità, la profondità di sicurezza per evitare alle barche di incagliarsi) sono di certo i suoi fenomenali personaggi.

Tom Sawyer, Huck Finn, il reverendo Smiley Il Ranocchio saltatore, il nero Jim, fedele compagno di Huck sono rimasti per sempre nella memoria collettiva per la loro semplicità, umanità e capacità di tradurre le istanze primordiali di ognuno.  Sono personaggi indimenticabili ed emblematici, come lo fu Mickey Mouse di Disney negli anni ’30, altro campione di ottimismo.

Mark Twain era anche sensibile alle tematiche sociali. Entrò a volte in polemica con un certo modo un po’ accomodante di intendere la religione e dovette anche lottare contro la censura che a volte ritenne i suoi scritti lesivi della moralità dell’epoca. Nel 1861, allo scoppiò della guerra di secessione americana, decise di arruolarsi coi confederati, essendo lui uomo del Sud, anche se poi le sue convinzioni antischiaviste gli fecero abbandonare il conflitto. Sesto di sei figli patì molti lutti (solo due sue fratelli sopravissero all’infanzia e uno morì proprio in un incidente su un battello del suo adorato Mississippi). Perse anche una figlia per un attacco di epilessia e la moglie ebbe vari problemi di salute e se ne andò prima di lui. Nonostante ciò la sua fiducia nelle sue possibilità e nella vita non venne mai meno. Il ritorno alla sua lettura, ad un autore troppo spesso confinato nel recinto della letteratura per ragazzi, può essere una utile linfa, sia per capire molti capolavori successivi da Il giovane Holden di Salinger a Sulla strada di Kerouac, sia per inaugurare la stagione di una vita più sana per tutti, finalmente depurata da tante inutili sovrastrutture.