Niente.Blablabla.Tutto.La Grande Bellezza è d’oro come un Oscar.

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Roma, i suoi colori e le sue meraviglie. La perfezione può essere nella natura, nella pietra, nell’animano. Un uomo, Servillo, che incanta anche solo alzando il sopracciglio. Caparbia ricerca dell’inconsistente. Palesi manifestazioni di sfrenata e fluttuante vitalità. Sesso per noia, poi per amore. Arte ostentata, ostinata, spesso oltraggiata. Verità che devastano e devastate personalità. Nasi bianchi comportano vista annebbiata e cervello nero. A quel punto arriva la musica a farlo diventare anche sordo, il cervello. Presa di coscienza. Un chirurgo plastico arriva a ricostruire le crepe del fisico come con un quadro farebbe un restauratore; ma per quelle della psiche… morte, vuoto,solitudine. Dimenticare di scrivere, poi scrivere per dimenticare.

 

L’illusione del bello guida Sorrentino a raggiungerlo e incarnarlo senza bisogno di una trama consistente. Una sequenza di immagini scandite dalle parole necessarie a ricordare che si tratta di una pellicola, non della realtà. Colonna sonora da brividi. Un film innovativo con chiari riferimenti al passato. Una nana felliniana e il collo di una giraffa che si allunga verso il cielo, o forse verso il mare.

 

Niente. Bla blabla. Tutto. La Grande Bellezza è d’oro come un Oscar.