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Amelia Earhart, la prima donna che sorvolò l’Atlantico

AE-FredParliamo del 1897, quando essere donne significava non avere molti diritti e sicuramente voleva dire poter svolgere pochi e miratilavori,non avere indipendenzae meno che mai praticare avventure, che erano concesse solo agli uomini. Ma Amelia Earhart era determinata e voleva entrare nella storia dell’aviazione, voleva realizzare il suo sogno di volare. Tanto che decise di fare il suo primo volo sull’Altantico nel 1928, attraverso quello che viene ricordato oggi come “il volo dell’amicizia”. Averlo compiuto era già un primo passo importante, perché mai nessuna donna aveva sorvolato l’Oceano, accompagnata da un uomo. Questo però non bastava allo spirito di Amelia, che nel 1932, in 14 ore e 56 minuti daNewfoundland all’Irlanda, sorvolò per prima e da sola l’Atlantico.

 

Quell’impresa la portò alla ribalta delle cronache mondiali, facendola soprannominare Lady Lindy. La voglia di raggiungere sempre nuovi traguardi iniziò a farle balenare l’idea, nel 1932, di iniziare a pianificare il Giro del mondo. L’idea si trasformò in realtà, grazie anche ai finanziatori, che vedevano in lei una fonte di guadagno, oltre che di prestigio, per l’intera nazione americana.

 

Amelia 1936Il primo tentativo a marzo del 1937,non fu un successo, ma a distanza di pochi mesi Amelia decise di tentare nuovamente l’impresa. Le mancavano all’incirca mille km quando l’ultimo segnale radio recitava:« Dovremmo essere sopra di voi, ma non riusciamo a vedervi… il carburante si sta esaurendo. Non siamo riusciti a raggiungervi via radio. Stiamo volando a 1.000 piedi». L’aereo scomparse e fu cercato per giorni. Addirittura il Presidente Roosvelt autorizzò le ricerche con 9 navi  e 66 aerei, ma non ci fu nulla da fare e ogni tentativo terminò ufficialmente il 19 luglio del 1937.

 

Come capita spesso, le ipotesi della scomparsa furono molte e si susseguirono per anni, ma resta nel ricordo di tutti la tenacia di una donna che a dispetto dei tempi e delle mentalità retrograda aveva ottenuto ciò che voleva. Anche la cinematografia le ha reso omaggio nel 2009, con un film biografico intitolato “Amelia”.