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La situazione delle donne nel lavoro

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Negli ultimi trent’anni è aumentata molto la presenza delle donne al lavoro in Italia, e anche se questo dato è sicuramente positivo per molti aspetti, non lo è invece per molte donne per varie ragioni. Una di esse è sicuramente la scarsezza di donne al vertice della piramide aziendale più il fatto che le donne prendono un salario più basso di quello degli uomini; senza contare la difficoltà di coniare la doppia attività di madre e lavoratrice per colpa della mancanza di politiche sociali che diano una mano alla donna. Il problema si riscontra maggiormente nel sud, dove c’è una moltitudine preoccupante di donne che fanno lavori dequalificanti e hanno non pochi problemi a sostentare i loro figli, ancora peggio se sono da sole.  La difficoltà però sta alla base dell’entrata nel mondo del lavoro delle donne, le quali spesso sono ostacolate per motivi discriminatori, sebbene poi, dimostrino di avere abilità superiori agli uomini nel lavoro, non a caso sono sempre quelle che hanno i risultati migliori dei maschi nel conseguimento di diplomi e lauree. Pertanto, la discriminazione è un problema che va superato, anche perché c’è solo da guadagnarci nell’avere più donne in gamba nelle aziende, e la cosa interessa soprattutto nello sviluppo del nostro paese. Basta vedere le percentuali di donne che ricoprono ruoli importanti in nazioni dall’alto sviluppo umano come la Svezia, dove c’è un 45% di donne che godono di un’ottima posizione nella scala gerarchica (imprese bancarie su tutte), mentre nel nostro paese tali posizioni sono assunte da poche. Perché siamo ancora messi così? Forse perché l’Italia è ancora attaccata un po’ alla vecchia realtà della donna come semplice custode del nido familiare e che i datori di lavoro vedono il fatto che una donna con figli sia fonte di problemi per l’inserimento al lavoro; e non scordiamoci di alcune problematiche che capitano a donne che devono compiere l’iter burocratico per l’astensione dal lavoro per maternità, tra ritardi dell’arrivo dei documenti o fastidiosi disguidi e per la difficoltà di ritrovare il posto dopo il periodo di maternità per alcune. Comunque sembra che ultimamente si stiano raggiungendo buoni risultati grazie all’iniziativa del Ministero del lavoro, che ha dato degli incentivi alle imprese che assumono donne di qualunque età e prive di impiego da almeno un anno, facendo inserire nell’ultimo anno quattordicimila donne al lavoro (dati presi dall’INPS). Si spera che questi miglioramenti facciano presagire una condizione migliore per le donne in Italia, ma c’è ancora molto da lavorare.

 

http://old.sis-statistica.org/magazine/spip.php?article104

http://www.lavoro.gov.it/ProgettiAzioni/Donne-e-lavoro/Pages/default.aspx

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