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Sostiene Pereira

lisbona“Era il venticinque luglio del millenovecentotrentotto, e Lisbona scintillava nell’azzurro di una brezza atlantica, sostiene Pereira”.

L’ho letto e… mi sono innamorata di questo libro, di Tabucchi e di Pereira. Forse una recensione non dovrebbe essere così smaccatamente di parte, forse dovrei essere più obiettiva, ma non posso. Lo consiglio a chiunque, questa è la verità. Lo consiglio al lettore accanito, lo consiglio al lettore che è spaventato dai libri troppo alti, lo consiglio a chi va in libreria e compra compra ma spesso non ha tempo di leggere, lo consiglio a chi adora il Portogallo e Lisbona, lo consiglio a chi ha un animo sensibile e a chi ha un animo duro perché Pereira vi ammalierà. Perché, per me, Pereira è un eroe.

Perché è grazie questo paffuto personaggio che ho viaggiato in Portogallo, è grazie a Tabucchi che ho goduto di “una magnifica giornata d’estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava”. L’ho goduta, l’ho guardata con i loro occhi e la prima cosa che viene voglia di fare è sedersi a un bar e ordinare una limonata molto zuccherata e un’omelette alle erbe aromatiche, come Pereira.

Questo è veramente un romanzo con la lettera maiuscola, una storia di forza e coraggio. Un romanzo di scelte. Un libro forte e dolce, uno di quelli che ti tocc   a l’anima e ti commuove.

Pereira, Monteiro e Marta vi accompagneranno attraverso le pagine, attraverso il romanzo, attraverso le luci, gli odori e i sapori del Portogallo. Quindi leggete e perdetevi… perché?

“Forse per queste ragioni e per altre ancora che non saprebbe spiegare. È difficile avere una convinzione precisa quando si parla della ragioni del cuore, sostiene Pereira”.