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Breve viaggio nella Roma dello svago

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Roma multiforme, Roma leggendaria, Roma della “grande bellezza”. Roma viva, vivissima, che a volte si deve difendere dall’accusa di essere un po’ provinciale e capitale d’Italia. Roma piazzata al centro della penisola, assolutamente riconoscibile ed unica per il carattere della sua architettura, dei suoi monumenti, delle sue vestigia e dei suoi abitanti. Roma che come un corpo umano ha vene, organi, polmoni, gambe, braccia e un cuore. Ma qual è il cuore di Roma, dov’è che in maniera più vivida viene pompata l’energia di questa città? I centri vitali dei centri abitati, pur se in parte tendono a restare gli stessi nel tempo, si spostano anche, seguendo mode, abitudini, passaparola, nuove parole d’ordine e nuovi centri di aggregazione. Esempio di questo si può trovare in tutto il mondo. Ma proviamo a vedere ad oggi quali sono i territori della città di Roma più popolari, quelli che hanno resistito di più e che calamitano maggiormente l’attenzione di romani e forestieri. In questo caso concentriamo maggiormente il nostro sguardo non sulle mete turistiche e culturali o sui punti di riferimento religioso, che sono innumerevoli in questa città, ma sull’intrattenimento, sulle mète del divertimento, sui luoghi dello svago, delle piacevolezze serali e del tempo libero.

Tenendo presente che nella vita della città di Roma è difficile segnare una linea netta di demarcazione tra tempo libero e tempo dedicato alle occupazioni quotidiane, direi di partire dai quartieri storici che attualmente simboleggiano di più il “godersi la vita”.

In primis Trastevere, quartiere già presente nella ripartizione augustea della città in 14 regioni, dove aveva una villa Cesare ed una Clodia, amica di Catullo. Sviluppatosi nel Medioevo, con le sue caratteristiche viuzze strette e ritorte, fino al Settecento fu praticamente senza illuminazione ed era sede di ospizi, ospedali, osterie, case di artisti e di nobili. Nel tempo ha mantenuto abbastanza inalterato il suo fascino e la sua identità di luogo pieno di attrazioni, dai cocktail bars agli artisti di strada, ai ristoranti tipici.

Altro luogo in cui si dà appuntamento la Roma by-night è il quartiere San Lorenzo, in origine quartiere operaio, per la presenza di fabbriche e adiacente all’omonimo scalo ferroviario. Rispetto a Trastevere qui il tono è più underground, accentuato dalla presenza della vicina università, di locali occupati e i giovani e le giovani romane o acquisite tali sono preponderanti rispetto agli stranieri. Le piazze di S.Maria in Trastevere e dell’Immacolata, in tutti e due i casi sono luoghi decisivi, ma non esclusivi, di aggregazione. Un altro luogo della Roma per nottambuli è il Pigneto che su una singola via costellata di localetti regge lo svago serale di una parte della zona est. Sia il Pigneto, tra Casilina e Prenestina, sia San Lorenzo, poli di riunione di molti giovani, sono divenuti purtroppo anche ottime piazze per lo spaccio della droga. Accanto alle bellezze c’è sempre qualche piaga in controluce che non tolgono il fascino ma lo rendono meno esaltante.

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Al di là della triade citata ci sono ovviamente altri luoghi (i luoghi di Roma sono infiniti). C’è lo storico quartiere Monti, l’antica Suburra romana, adiacente a via Cavour, che facendo leva su via dei Serpenti e piazza Madonna dei Monti accompagna riunioni conviviali dal pomeriggio a notte inoltrata, la centralissima Campo de’ Fiori, intorno alla piazza omonima, ci sono zone patrimonio dell’umanità come quella del Pantheon, dove si mescolano buona tavola, politica, turismo e gente di passaggio, quella di piazza Navona, altro punto nodale, forse quello maggiormente blasonato, del ritrovo serale di romani e stranieri, considerando la cornice storico-artistica che offre, quella di Trinità dei Monti e piazza di Spagna che raduna principalmente quelli che di Roma hanno un’immagine da cartolina, ma non solo, c’è piazza del Popolo, quasi sempre frequentata, c’è la zona intorno alla galleria Alberto Sordi, a due passi da Fontana di Trevi, c’è la zona del Colosseo, con vari locali “alternativi”. Non possiamo non citare poi via Veneto, ora un po’ decaduta, ma pur sempre simbolo della dolce vita felliniana e del turismo di lusso, Testaccio e la zona di via Ostiense, dove si concentrano discoteche e locali notturni. L’estate e in occasione di feste particolari i punti di aggregazione si moltiplicano. Ponte Milvio, Capannelle, Colle Oppio, la Basilica di Massenzio, le banchine lungo il Tevere e l’Isola Tiberina, il laghetto dell’EUR. Ci fermiamo qui, senza esaurire l’argomento (ad esempio non abbiamo citato i molti cinema e teatri presenti su territorio che sopravvivono, nonostante la crisi). Il lettore si sarà fatto comunque un’idea del fatto che a Roma, pur se alcune zone vengono lasciate colpevolmente fuori da tutto questo e dal flusso positivo di cui godono altre, c’è sempre qualcosa da fare e una luce accesa o in procinto di accendersi da qualche parte…