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Tanto pe’ magnà

Ciò fatto, vediamo lì dentro capponi e pancette, e in mezzo, a far da Pegaso, una lepre fornita d’ali.

E notammo ancora agli angoli dell’alzata quattro figure di Marsia, dai cui otricelli scorreva una salsa pepata, con sotto dei pesci che nuotavano in una specie di euripo.

Tutti applaudiamocibo1 a incominciare dai servi e ridendo muoviamo all’assalto di quella roba prelibata. (Petronio, Satyricon)

Proprio come oggi, anche la dieta dell’antica Roma era scandita da tre pasti principali: colazione, pranzo e cena, di cui quest’ultimo era il principale. Se in epoca arcaica i pasti erano frugali, a partire dal II sec. a.C fu necessario emanare delle leggi per limitare le spese di ciascuno in occasione di cene conviviali e, un ottimo esempio di ciò, ce lo tramanda Petronio nel suo Satyricon con la descrizione della cena di Trimalcione.

Sin dall’antichità a oggi i prodotti dell’Agro, le verdure e i legumi hanno sfamato un po’ tutti, soprattutto le classi meno abbienti.

Nella cucina degli antichi non mancavano cereali e legumi: farro, orzo, ceci, lenticchie, piselli spesso consumati in zuppe. Le verdure non dovevano mancare nel proprio orto di casa. Si consumavano cavoli, lattuga, rucola, cicoria, i cardi, il crescione, il coriandolo, l’aneto, le carote, il sedano, l’aglio, le cipolle, il papavero, la bietola, il porro, le rape, l’origano, l’indivia, il basilico, gli asparagi, la menta, la zucca, i cocomeri, i cetrioli, il rafano e la malva.

De tenere in dispensa anche la frutta: pere secche, fichi, uva passa anche se si privilegiava quella secca perché protetta dal guscio (nocciole, noci, mandorle e pinoli). Dai ritrovamenti pompeiani pare che fossero anche diffusi i datteri. Vi erano poi la carne, le uova, il latte e il pesce. L’allevamento suino aveva grande importanza perché si disponeva subito di carne fresca e facilmente essiccabile. Non mancava la selvaggina e l’allevamento di lumache e ghiri, tenuti nei giardini in appositi contenitori, che integravano il tradizionale consumo di carni.

Il pesce faceva un po’ da padrone. Lungo le coste della nostra penisola si allestirono allevamenti di ostriche, murene e di orata o sarago.

E oggi… che si mangia a Roma?

Beh i capisaldi sono sicuramente i primi piatti: rigato/ni con la pajata, spaghetti alla carbonara, bucatini all’amatriciana, vermicelli cacio e pepe e trippa alla romana. I secondi non sono da meno! Coda alla vaccinara, saltimbocca alla romana, coratella d’abbacchio; il tutto accompagnato da verdure come broccoli, carciofi, cicoria e puntarelle … una vera delizia per il palato!

Consiglio spassionato … i fritti!!! Alici, filetti di baccalà, fiori di zucca e … usciti dal lavoro, alle 18.30 di sera, fermatevi due minuti e concedevi il tempo per comprare e mangiarvi un ottimo supplì!

Fonti

http://it.wikipedia.org/wiki/Cucina_romana

http://www.taccuinistorici.it/ita/news/antica/letteratura/Satyricon-Cena-di-Trimalcione-Petronio-Arbitro.html

http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/minisiti/alimentazione/sezioni/etastorica/roma/articoli/ricettario.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Cucina_nell%27antica_Roma

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