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Libri

De Rerum Natura

 “Come non vedere che null'altro la natura ci chiede con grida imperiose, se non che il corpo sia esente dal dolore, e nell'anima goda d'un senso gioioso sgombra d'affanni e timori?

                                                              Tito Lucrezio Caro

 

Immagine2Il De rerum natura è un’opera di Lucrezio scritta in esametri e divisa in sei libri che ha per scopo principale quello di riportare in lingua latina la filosofia di Epicuro e come missione quella di liberare l’uomo dalla paura della morte.   Un quanto mai avanguardistico Lucrezio, come uno scienziato contemporaneo, ci invita a supporre già nel I secolo a.C. che le presenze sovrannaturali, allora Dei, oggi Dio, poco hanno a che vedere con l’uomo e con le sorti del suo destino. 

Tramite un excursus razionale ed esplicativo, il poeta latino mescola le proprie teorie alle dottrine epicuree plasmando così le forme di un corpo robusto a un’anima ribelle e una mente ultramoderna.                        

Anticipata la questione divina, quasi a voler omaggiare gli Dei e chieder loro perdono perché svelerà all’uomo l’arcano sull’assente partecipazione di questi nelle vicende umane, Lucrezio apre il poema didascalico con un consueto inno alla divinità che per una volta è chiamata a prestare attenzione dagli Intermundia.

Immagine3Venere, madre di Enea, è la dea alla quale è dedicato l’inno, in quanto spiritualizzazione della natura intesa come genitrice. Il proemio lucreziano è un’esaltazione della tradizione coniugata a elementi desunti dal sapere epicureo. 

La tematica principale del poema è la Natura, madre assoluta dell’uomo, unica a decidere sulle sorti dell’essere umano, fonte di piacere, percepibile dall’individuo in un giorno di sole su un campo di erba e fiori, ma anche origine di disagio, epidemie e cataclismi.

L’ambiguità di concetto tra natura intesa come forza creatrice e natura indice di forza distruttrice è espressa l’una nel proemio e l’altra nella conclusione, nel frattempo, tra inizio e fine, Lucrezio ci invita a godere di ogni piacere che la vita ci offre, facendoci guidare dalle sensazione, unico fondamento del sapere.

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La prima sorsata di birra e altri piccoli piaceri della vita

Oggi vorrei scrivere di un libro… l’ho letto e ho pensato che posto migliore che una rubrica intitolata “benessere” non ci fosse. La prima sorsata di birra e altri piccoli piaceri della vita di Philippe Delerm. Si tratta una serie di brevi racconti, di piccole azioni a cui solitamente non badiamo troppo ma che, se lette, ci fanno tornare in mente l’emozione vissuta di quando le abbiamo compiute.

Il breve testo che più mi ha colpita è la prima sorsata di birra… così vera, soprattutto nel caldo estivo, nell’afa e nell’arsura, la bocca asciutta e il solo pensiero provoca l’acquolina in bocca!! Ma la prima sorsata!comincia ben prima di averla inghiottita. Già sulle labbra un oro spumeggiante, frescura amplificata dalla schiuma, poi lentamente sul palato beatitudine velata di amarezza. Come sembra lunga, la prima sorsata. La beviamo prima sorsata di birrasubito, con un’avidità falsamente istintiva. Di fatto tutto sta scritto: la quantità, né troppa né troppo poca che è l’avvio ideale; il benessere immediato sottolineato da un sospiro, uno schioccar della lingua, o un silenzio altrettanto eloquente; la sensazione ingannevole di un piacere che sboccia all’infinito…

Ma non solo questo piccolo momento di vita quotidiana, di fugaci felicità ci descrive l’autore; si sofferma sul gesto di andare a comprare le paste la domenica mattina, sull’aiutare la mamma a sgranare i piselli, sul percorrere l’autostrada durante la notte… e ancora ci descrive la domenica sera, il leggere sulla spiaggia, il telefonare da una cabina telefonica. Tutti questi gesti a cui noi non diamo forse abbastanza importanza sono raccolti qui, in questo breve libriccino, raccolti con estrema minuzia. Una piccola raccolta di istanti, di momenti in cui chiunque di noi sicuramente si ritroverà.

Un bestseller internazionale che ci fa riflettere… perché sarà anche una frase fatta ma se riflettiamo bene e ascoltiamo più noi stessi non è poi così lontano dal vero che la felicità sta anche nelle piccole cose. Buona lettura!