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Libri

Antologia di Spoon River

Non ero amato dagli abitanti del villaggio,

tutto perché dicevo il mio pensiero,

e affrontavo quelli che mancavano verso di me

con chiara protesta, non nascondendo né nutrendo

segreti affanni o rancori.

È  assai lodato il ragazzo spartano,

che si nasconde il lupo sotto il mantello,

lasciandosi divorare, senza lamentarsi.

è più coraggioso, io penso, strapparsi il lupo dal corpo

e lottare con lui all’aperto, magari per strada,

tra polvere e ululi di dolore.

La lingua è magari un membro indisciplinato

Ma il silenzio avvelena l’anima.

Mi biasimi chi vuole, io sono contento.

                                                                            (da l’Antologia di Spoon River)

 

  

L’Antologia di Spoon River è una raccolta di poesie di Edgar Lee Masters pubblicata in America tra il 1914 e il 1915. L’autore in ogni lirica racconta, sotto forma di epitaffio,  la vita di una delle persone sepolte nel cimitero di un piccolo paesino della provincia americana, Spoon River.  La raccolta comprende un totale di 19 storie che coinvolgono 248 personaggi,  celebri per coprire tutti i mestieri e le categorie dello scibile umano.                 La forma, pur conservando il verso,  ignora i parametri classici della rima e del ritmo lasciando ai morti stessi la facoltà di raccontarsi.
Il  libro fu pubblicato a episodi in America e soggetto a innumerevoli interpretazioni;  c’era chi ne apprezzava lo stile semplice e dignitoso,  chi ne disapprovava l’audacia, chi lo catalogò tra i libri corrotti.
È  certo che vennero imposte all’autore una serie infinita di responsabilità,  tra cui una di grande intonazione politica che distingueva in Masters  un denunziatore anticapitalistico e antigovernativo.
Lo scopo delle poesie va ben oltre le supposizioni, difatti l’autore scrivendo l’Antologia sognava di elaborare un’opera su una città di campagna che avesse tanti fili e tessuti connettivi da diventare la storia del mondo intero;  i suoi personaggi,  veri abitanti del fiume Sangmon (e non dello Spoon),  interpretarono la pretesa di Masters come un rozzo attacco di un figlio sleale della comunità.
 L’Antologia di Spoon River  fu pubblicata per la prima volta in Italia nel 1943 da  Einaudi nella traduzione di Fernanda Pivano la quale, incantata dalla ribelle tenerezza dei  versi di Masters, riconobbe nell’opera una rivoluzione moderna senza’armi. Tuttavia fu Cesare Pavese a raccontare per primo il libro tramite tre articoli nei quali riconosceva all’autore americano il grande merito di aver cominciato nel suo paese la descrizione realistica, spietata della cittadina di provincia, del villaggio. Nei suoi scritti Pavese accenna inoltre un parallelo con i morti di Dante che risultano essere più vivi in morte che in vita; anche i morti di Spoon River prolungano in una forma sepolcrale tutti i loro malcontenti,  le loro passioni.
 Ma il parallelo si ferma qui poiché i morti danteschi hanno uno schema universale nel quale rientrano, nessun dannato critica la propria destinazione, a differenza di quelli di Masters che anche dopo il trapasso non trovano risposta alcuna.
Quest’inquietudine eterna a cui sono condannati i personaggi dell’Antologia ricorda l’insoddisfazione del pastore filosofo di una delle più belle liriche leopardiane,  Canto notturno di un pastore errante dell’Asia.  In essa il pastore si rivolge alla luna chiedendole come mai l’uomo venisse al mondo se la vita è per lui esclusivamente sofferenza e tedio;  medesimi sentimenti turbano gli animi dei protagonisti degli epitaffi di Masters.
 Dopo la Pivano e Pavese,  un altro personaggio italiano di profonda natura intellettuale ha reinterpretato le poesie  conferendo al lavoro dell’autore una completezza interpretativa.
Nel 1971 il cantautore Fabrizio De Andrè pubblicò l’album Non al denaro non all’amore né al cielo, liberamente tratto dall’Antologia di Spoon River,  predilesse nove poesie e le trasformò in canzoni.
Un lavoro raffinato sublimemente riuscito, pronto a focalizzare la propria attenzione su due tematiche, l’invidia e la scienza;  questioni differenti ma essenzialmente simmetriche nella vana ricerca di appagamento.  Il giudice perseguitato da tutti trasforma la sua invidia in sete di potere e si vendica, il chimico è tanto preso dalla ricerca di un ordine perfetto da essere incapace di amare,  i buoni propositi del medico vengono calcati dal sistema che lo obbliga alla disonestà.
Eppure il personaggio con cui l’album si chiude rappresenta l’aspettativa e la speranza che l’autore e il cantautore largiscono al genere umano;  il suonatore Jones fa musica per tutta la vita e muore senza rimpianti.
L’Antologia di Spoon River,  nelle sue ambiguità di concetto,  è un dono d’amore e di speranza elargito in un momento in cui  la fiducia e la serenità erano celate negli animi di ognuno;  un libro autorevole i cui personaggi hanno la missione di combattere con l’uso del verbo il capitalismo e il convenzionalismo.