imageimageimage
Viaggi

Perugia:la casa del cioccolato

perugia1La casa del cioccolato esiste davvero, ed è stata costruita a Perugia nel 2007, per volontà della nota marca Perugina, in onore dei suoi cento anni di vita. I visitatori possono usufruire di un percorso che unisce la storia, alla moderna realtà e che permette di immergersi nel vero mondo della cioccolata. 

Il museo è una delle caratteristiche peculiari ed è diviso in sezioni tematiche, avvicinando il visitatore dapprima al concetto di impresa e successivamente spiegandogli dove nasce  la cosiddetta “bevanda degli dei”. Secondo la mitologia infatti, il cacao avrebbe avuto origine dal sacrificio di una principessa azteca, dal cui sangue sarebbe germogliata la pianta di cacao. Da quel momento il cioccolato è stato dichiarato afrodisiaco e mistico, tanto che veniva fatto bere ai guerrieri, prima di partire in guerra.

perugia2La produzione del cioccolato, importata dalle Americhe all’Europa, attraversa numerosi fasi prima di arrivare ad essere confezionato come noi lo vediamo. E Perugia oltre ad avere una vera e propria casa del cioccolato, è come si sa anche la patria dell’Eurochoccolate, che ogni anno torna ad ottobre. La manifestazione è nata nel 1993, grazie all’architetto Eugenio Guarducci, che ha dato il via ad un evento che poi negli anni si è sempre piùaffinato, per diventare un appuntamento di rilievo italiano.

Per il 2014 il tema adottato per la kermesse è “Masterchoc”, con un preciso richiamo al vintage e alla vita familiare. “Con questa nuova immagine caratterizzata da una texutureipercolorata e sottolineata da dettagli cioccolatosi vorremmo ancor più ampliare il concetto di dolcezza che da sempre contraddistingue la nostra manifestazione.” – dichiara Eugenio Guarducci, Presidente di Eurochocolate. “In particolare il tema del 2014 vuole essere uno stimolo per i nostri appassionati visitatori per interagire in maniera diretta con la materia prima del cioccolato attraverso anche l’aiuto di esperti cioccolatieri e pasticceri.”

Perugia costudisce nelle sue vie la storia del cioccolato, non solo durante la manifestazione, quando gli stand e i turisti compaiono, ma anche durante l’anno. Sono luoghi storici ispirati al cacao e che del cacao fanno la loro professione, attraverso pasticceri, cioccolatieri, scultori, che creano dal cioccolato vere delizie, per il palato dei più golosi.

 

Vado via...in Svizzera

Immagine2“Vado via, vado all’estero”. Ultimamente questa è una delle frasi più comuni che si sentono dire, soprattutto dai giovani, che stentano a trovare un’occupazione in Italia. Molte volte però chi è costretto ad andare via ha anche una famiglia alle spalle, un’età avanzata e per avviarsi vero un viaggio che forse cambierà la sua vita deve pianificare tutto attraverso delle accortezze preventive.

La Svizzera è una meta amata dagli emigrati di quasi tutto il mondo, per il mercato del lavoro, per la qualità di vita e per gli stipendi,di gran lunga superiori a molti altri Paesi. Gli italiani ovviamente preferiscono trasferirsiquasi tutti nel Cantone Ticino, grazie alla possibilità di continuare a parlare la propria lingua di origine. Anche se ultimamente la comunità germanofona è in netto aumento e la lingua tedesca convive, anche se non ufficialmente, con l’italiano.

Secondo l’Economist Intelligence Unit nel 2013 la Svizzera entrava a pieno diritto nella nazione migliore in cui poter nascere, grazie alla sicurezza, alla salute e alla prosperità economica per i nuovi nati. La democrazia è ben applicata, i diritti umani tutelati, la sanità (privata) funziona alla perfezione e sul posto di lavoro vige la meritocrazia. Un baluardo che l’Italia stenta ad ottenere.

Ma come cercare un posto di lavoro? Ovviamente bisogna prima capire in quale Cantone volersi trasferire, sapendo già che Zurigo e Ginevra ospitano il 50% dei lavoratori stranieri e sono sedi di organizzazioni internazionali. Dovrebbero essere quindiqueste le città da prendere come punto di partenza per tutti coloro che conoscono un minimo di francese e tedesco. Ma ancheper coloro che non conoscono le lingue c’è però la possibilità di avere un’ampia scelta sia di corsi privati, siadi formazione attraverso le istituzioni pubbliche, grazie alla Federazione Svizzera per la formazione continua.

Una volta arrivati in Svizzera bisogna consegnare all’ufficio doganale un contratto di lavoro, un contratto di locazione o la conferma della dichiarazione del trasferimento dal Paese di origine. Dopo l’ingresso, sussiste infattiper lo straniero un obbligo di notifica presso il comune di domicilio, entro 14 giorni dall’arrivo.Le agenzie specializzate offrono, per coloro che ci si affidano,pacchetti di servizi completi sia per il trasloco che per l’adattamento nella nuova zona di residenza.Bisogna anche sottolineare che può essere trasportato tutto senza il pagamento di una tassa, a patto che gli oggetti vengano utilizzati ad uso personale. Una volta trovato l’appartamento i locatari devono pagare solitamente un anticipo di massimo tre mensilità, da depositare su un conto bancario speciale, chiamato: conto per il deposito cauzionale. Addirittura se il locatore decide di aumentare il costo dell’affitto e il locatario non lo ritiene giustificato può reclamare entro 30 giorni presso l’Ufficio di conciliazione. Difficilmente in Svizzera ci si può permettere di acquistare un’abitazione, a causa dei prezzi esorbitanti.

Le assicurazioni sono alla base dei costi delle famiglie svizzere, che utilizzano in media il 21% del proprio budget domestico per pagarle. Obbligatori sono i versamenti per l’assicurazione vecchiaia, per la cassa disoccupazione, per la malattia e contro gli incendi.

Ma il costo della vita quanto è alto? Molto. È tra i più elevati a livello mondiale, preceduto solo da Norvegia, Danimarca  e  Finlandia. Da una ricerca effettuata dall’ECA,Zurigo (settima), Ginevra (ottava), Basilea (nona) e Berna (decima) sono risultate nella top ten delle città più costose del mondo. In Svizzera il 73,7 % dei lavoratori è impiegato nel settore dei servizi, il 22,8 % nel settore industriale-artigianale e circa il 3,5 % in quello primario. Uno dei dati importanti però, per coloro che vogliono trasferirsi, alla ricerca di maggiore benessere è il tasso di disoccupazione medio destagionalizzato,cheper il 2012 è stato pari al 2,9 per cento.Assolutamente basso rispetto alle medie nazionali italiane.