Arte e Teatro

“Il ragazzo dell’ultimo banco”

il ragazzoEsilarante e unica nel suo genere la rappresentazione dell’opera “Il ragazzo dell’ultimo banco” del celebre drammaturgo spagnolo Juan Mayorga che ha animato le “Tablas”ossia le giornate di teatro ispanico contemporaneo a Roma, iniziativa ch ha goduto di numerose e stupende cornici scenografiche di fondo offerte naturalmente dalla capitale, che hanno spaziato dal Palladium a Piazza di Spagna, a Piazza Navona e tante altre. Numerose quindi le iniziative e le messe in scena di opere ispaniche contemporanee, prima fra tutte, l’opera di Mayorga  appunto, senza dubbio la più applaudita. “Il ragazzo dell’ultimo banco” offre una visione unica e singolare della realtà, in cui l’iniziale angolatura di osservazione della stessa, viene dopo pochi versi messa in crisi da una irruenta e confusa percezione dei fatti narrati stravolta dalla mancanza di un lucido discernimento tra ciò che è vero e ciò che è frutto invece delle esilaranti macchinazioni invettive del protagonista.

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Sesso, tabù e racconti biblici al Teatro Argentina: Goltzius and the Pelican company.

Dal 12 al 16 Novembre il teatro Argentina ha ospitato la proiezione di “Goltzius and the Pelican Company” di Peter Greenaway creando un “progetto culturale oltre gli schermi” per “un’opera colossale che travalica i generi di fruizione classica”.

Film inconsueto, presentato alla settima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, nella sezione cinema XXI, non accettato in Italia dalla grande distribuzione, ha trovato luogo di diffusione nel magnifico spazio di alcuni teatri italiani, tra cui il teatro Argentina. Quest’opera, che riflette sulla rappresentazione e sulla visione, travalicando gli schemi, allaccia inusuali legami tra tecniche e modelli di narrazione distanti e incontra, nello spazio teatrale, la sua più alta valorizzazione. Nei prossimi mesi è in programma la sua distribuzione in Italia in alcune sale cinematografiche d’essai.

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“I MARGUTTIANI RICORDANO…”

todi fellini“…Federico, Giulietta, i Mastroianni e…i loro cari amici”.

Tra il 25 settembre e il 31 ottobre 2014 sarà presentata al pubblico una mostra d’eccezione per ricordare alcuni dei personaggi più significativi del cinema italiano del dopoguerra, del nostro neorealismo. Dei veri e propri simboli di un periodo storico di sviluppo economico e di benessere del bel paese, la cosiddetta “dolce vita”.

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Fuori Sede

fuori sede immagineCommedia frizzante,  ritmata in maniera sorprendente quella che ha animato per una settimana, fino alla magnifica replica di ieri sera, il teatro delle Muse di Roma. Fuori sede racconta una storia profondamente attuale e quindi altamente delicata e rischiosa da rendere drammaturgicamente. Cinque ragazzi si trovano a condividere un’ appartamento a Roma: abbiamo Addolorata ragazza siciliana, inesperta e alle prime armi con la vita metropolitana, la quale non sapendo gestire bene questa “libertà” che pare invaderla in maniera spiazzante, si ritrova ad intrattenere relazioni con più ragazzi, Sofia che ha sempre eccelso negli studi ma che da pochi mesi a questa parte non riesce più ad affrontare gli esami universitari a causa di molti blocchi interiori , Angelo con la passione per la danza che non riesce ad esprimere del tutto ai suoi genitori, Giuseppe sfortunato in amore e nella vita e Chiara trentenne in cerca di un lavoro.

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Tempomateria, a Villa Pamphilj la mostra di Roberta Pugno e Roberto Marino

Mostra a Villa PamphiljMDal 27 settembre al 26 ottobre la Cascina Farsetti, all'interno del Parco di Villa Doria Pamphilj, ospita la mostra “Tempomateria”, un dialogo tra le tele di Roberta Pugno e le sculture in ferro e legno di Roberto Marino.“ Due grandi artisti si incontrano, due modi di intendere la realtà e di riprodurne la sua sfaccettata fisionomia, con due sensibilità completamente differenti oltreché negli assunti teorici, in maniera maggiormente diretta, anche nella forma: lo slancio del colore di Roberto Pugno anima le tele di figure indistinte, dense di quel fascino irregolare ed a tratti impercettibile in grado di far vibrare la fantasia dell’osservatore, offrendogli così un’occasione di immedesimazione totale in esse. Tutta la sua opera si incontra appunto con le sculture di Roberto Marino, assolutamente geometriche e perfette, intese ad afferrare con un imprescindibilità quasi scientifica l’essenza razionale che governa tutte le cose, come a darsi e quindi dare, una base analitico-raziocinante all’ordine che governa gli uomini ed il mondo.

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