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a difesa del cittadino

Prodotti cinesi, tra contraffazioni e rischi per la salute

prodotti cinesi

In una sempre più crescente presenza di immigrati cinesi che vengono nel nostro paese e il proliferare delle loro attività commerciali che vanno a sostituire le nostre, si attesta anche il sempre più intenso lavoro svolto dai NAS e dalla Guardia di Finanza nel scoprire e sequestrare i numerosissimi prodotti contraffati cinesi, vera e propria fonte di guadagno delle loro imprese. La recente operazione del comando provinciale della Guardia di Finanza di Potenza, dopo quella avvenuta in Calabria nello stesso mese, che ha portato alla requisizione di quindicimila prodotti contraffatti e la chiusura di due esercizi commerciali di due cittadini cinesi, fa intendere quanto sia aumentata la penetrazione cinese anche nel Sud d’Italia, oltre a darci un dato di quanto sia grossa la circolazione di questa merce falsificata; non è un caso se la Cina è al primo posto tra i paesi importatori in fatto di confische di articoli che risultano non regolari, o peggio, dannosi.

La ragione principale per questa ampia diffusione e acquisto di questi articoli da parte degli italiani è data soprattutto per il basso prezzo di vendita piazzato nel nostro mercato, che mette in ginocchio molti negozi nostri, i quali accettano senza remore di vendere i loro esercizi proprio ai cinesi, che giocano sulla loro grossa disponibilità economica per convincere in fretta il negoziante a vendergli l’attività.

Peccato che, dietro questi prezzi limitati, ci sta dietro una ben saputa realtà fatta di contraffazione di marche famose, sfruttamento del lavoro, criminalità organizzata e uso di sostanze tossiche per risparmiare su alcuni materiali. E’ importante dire che la riproduzione non autorizzata di alcuni tipi di prodotti come medicinali, bevande, cibi e giocattoli rappresenta un grave pericolo per la salute dei cittadini. Tremendamente varia è la tipologia di prodotti che vengono importati nel nostro mercato, si va dal vestiario fino ai prodotti sanitari, i cui secondi sono i più rischiosi da usare, che hanno maggior possibilità di contenere sostanze nocive alla salute; tali sostanze vengono usate al posto di additivi sempre per logica di risparmio. Ma la questione non riguarda solo i medicinali, ad esserci dentro ci sono prodotti per l’igiene, elettrodomestici e giocattoli, quest’ultimi sono quelli a cui bisogna avere più attenzione, dal momento che i rischi sono quasi tutti per la salute dei bambini: i giocattoli importati e venduti dalla Cina hanno dentro sostanze chimiche dannose come i ftalati, che danneggiano il sistema riproduttivo dei piccoli, vengono inoltre importati falsi giocattoli di marche ben più note fatte con materiale estremamente infiammabile.

Come salvaguardarsi da questi prodotti? Innanzitutto bisogna diffidare dai prezzi troppo bassi di tali prodotti, più sono bassi e meno c’è da fidarsi sull’acquisto, dal momento che nascondono quasi sicuramente uso di sostanze di bassa qualità (quindi tossiche) e sfruttamento della manodopera. Bisogna guardare bene poi le etichette, esse devono essere scritte in italiano nelle confezioni e riportare la composizione del prodotto, diffidate di etichette scritte in altre lingue, che per altro è anche un’infrazione della legge. Sconsigliatissimo l’acquisto di prodotti farmaceutici e per quanto riguarda i giocattoli, comprare solo da negozi fidati cercando solo marchi di qualità (non esenti da contraffazione, purtroppo). In poche parole, bisognerebbe proprio stare alla larga da qualsiasi prodotto proveniente dall’Asia e fidarsi solo di marche importanti.

I prodotti di farmacie,profumerie, negozi specializzati e supermercati sono di certo più sicuri e controllati e, sebbene un po’ più costosi, permettono di stare tranquilli riguardo alla propria sicurezza e salute.

Canone Rai: le critiche da parte degli italiani

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Il termine di pagamento del canone Rai scadrà venerdì 31 gennaio, e come ben si sa, ci sono parecchi mugugni da parte degli italiani per la prospettiva di pagare questa tassa, soprattutto dopo che molti di loro hanno saputo che la notizia sull’illegittimità di essa, circolata sul web, è falsa: il canone va pagato. Perciò, un sacco di contribuenti aggirano volentieri tale balzello, ma, come mai tanto astio per questa tassa? Proviamo a elencare le più diffuse lamentele:

Difficile ricezione in alcune provincie: sembrerebbe che in alcune provincie, il segnale dei canali digitali Rai fatichi ad arrivare, permettendo di vedere solo gli storici Rai uno, Rai due e Rai tre.

Spot pubblicitari: sono ben tre gli spot mandati in onda per sollecitare il pagamento del canone; spot che il pubblico ha trovato di pessimo gusto, soprattutto per l’impiego di bambini nel primo dei tre e per lo stampo qualunquista del secondo.

Inutilità della televisione: ormai la maggior parte delle persone guarda i programmi e reperisce notizie tramite i computer, giudicando inutile la tassa e il possesso della televisione in generale.

Pessima qualità dei programmi e presenza di pubblicità: la Rai è accusata di trasmettere programmi di bassa qualità che non corrispondo all’importo pagato e la pubblicità che dovrebbe essere esonerata nel servizio e giustificata solo in tv private.

Le altre critiche si differenziano poche da quelle elencate qui sopra, il punto è che il pagamento del canone è una disputa annosa e che difficilmente porterà a qualche risultato concreto. I più fiduciosi pensano che con l’aumento della tassa ci sarà spazio per programmi migliori o qualche alternativa più interessante di ciò che trasmettono adesso. L’unica cosa sicura è che il canone Rai rimarrà al primo posto delle tasse più indigeste degli italiani.

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